Cronaca San Martino Buon Albergo / Piazza del Popolo

All'estero da 30 anni, torna nel suo paese per scoprire le radici della famiglia

A 8 anni Franco Donin lasciò San Martino Buon Albergo per trasferirsi a Verona, poi dopo la laurea sono iniziati i viaggi per lavoro all'estero, che lo hanno portato a vivere in pianta stabile negli Stati Uniti, a Miami

È tornato a San Martino Buon Albergo per scoprire le origini della propria famiglia, dopo aver viaggiato da un capo all’altro del mondo per motivi lavorativi ed essersi stabilizzato con la propria famiglia a Miami. Grazie alle anagrafi austriache e quelle del Regno d’Italia restaurate dall’ufficio dei Servizi demografici, Franco Donin è riuscito a risalire ai propri avi. Donin è stato il primo a consultare i volumi durante un recente viaggio in Italia. A 8 anni lasciò insieme ai familiari San Martino Buon Albergo per andare a vivere a Verona, dove abita il fratello Gianni. Dopo la laurea e, circa 30 anni fa, l’assunzione nel Gruppo Fiat iniziò a viaggiare: Africa, Giappone, Cina, Inghilterra e Stati Uniti, dove oggi vive con la moglie e i due figli.

Ho mantenuto un legame forte con San Martino Buon Albergo, nonostante abbia praticamente sempre vissuto all’estero – racconto Franco Donin -. Mio padre mi raccontava della nostra famiglia, ma le informazioni su come fosse ramificata non erano molto chiare. Così ho iniziato la mia ricerca”. Sono quattro i volumi ad essere già stati sistemati dall’ufficio dei Servizi demografici: uno dell’anagrafe austriaca e gli altri invece del Regno d’Italia per quanto riguarda il Comune di San Martino, mentre altri due, relativi all’allora Comune di Marcellise, verranno restaurati a breve. “Le origini di una comunità non vanno mai dimenticate. La storia deve essere valorizzata, per questo abbiamo deciso di investire sul restauro di questi vecchi volumi, proprio per dare l’opportunità ai cittadini, soprattutto quelli che vivono distanti dal nostro paese, di risalire alle loro radici”, afferma il sindaco Valerio Avesani.

Per prima cosa Donin ha consultato il registro parrocchiale, “su cui si trovano dei riscontri risalenti al 1735. La mia famiglia all’epoca era già presente a San Martino Buon Albergo, ma le informazioni più interessanti le ho scovate nell’anagrafe austriaca del Comune. Secondo quanto riportato sui documenti, nei primi decenni del 1800 i miei avi lavoravano in una cartiera situata sul fiume Fibbio, sul confine con l’allora Comune di Marcellise e vivevano in via del Pozzo, nella zona di quello che oggi è il centro storico di San Martino Buon Albergo. Ho scoperto inoltre che la gran parte dei miei antenati di sesso maschile si chiamano Alessandro o Giovanni e lavoravano tutti in questa cartiera, probabilmente di proprietà della famiglia. In seguito mio bisnonno sembra si fosse trasferito in Brasile, ma dopo la sua morte mia bisnonna tornò a vivere a San Martino Buon Albergo insieme ai figli”. Donin ha intenzione di approfondire ulteriormente le proprie ricerche: “Ho trovato grande disponibilità da parte dell’ufficio dei Servizi demografici e i volumi oltre ad essere in ottime condizioni sono facilmente consultabili. È mia intenzione costruire un vero e proprio albero genealogico e lasciare la storia della nostra famiglia ai miei figli e nipoti”.

La prima documentazione amministrativa del Comune di San Martino Buon Albergo è quella austriaca, datata 31 ottobre 1834. All’interno delle pagine, che annotavano anche i soprannomi, si possono leggere i lavori di un tempo: campagnolo, acquaiuolo, mezzadro, carrettiere e anche il “fameio”, la sorte che spesso toccava ai figli maggiori delle famiglie più numerose, oltre ad altri impieghi più comuni come muratori, calzolai, falegnami, camerieri e fabbri. Il documento del Regno d’Italia invece è del 1866 e si sviluppa in tre volumi: il sistema di censimento all’epoca era suddiviso per vie e numero di casa. Veniva inoltre descritto il nucleo familiare, le relazioni di parentela, il lavoro e la data di nascita. Nel 1901 il sistema di censimento cambiò ancora, con l’introduzione dei fogli di famiglia mobili. Ogni famiglia possedeva la propria pagina, all’interno della quale erano presenti le schede individuali.

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