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Cronaca Borgo Roma / Piazzale Ludovico Antonio Scuro

Una "fotografia" svela le radici del diabete: la ricerca condotta all'Università di Verona

Lo studio è stato presentato al 51° congresso dell'EASD in corso a Stoccolma e dovrebbe permettere di preparare una terapia su misura sulla base del difetto predominante

Uno studio della Società Italiana di Diabetologia ha presentato, al 51° congresso dell'EASD in corso a Stoccolma, che è possibile fare una 'foto' del diabete in un paziente nel momento stesso in cui viene diagnosticato, così da preparare una terapia su misura sulla base del difetto predominante. 

La ricerca è stata condotta presso la Divisione di Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo dell'Università di Verona. I 700 pazienti (482 maschi e 218 femmine) arruolati finora al momento della diagnosi di diabete sono stati sottoposti a svariati test, come il carico orale di glucosio. I dati sono stati analizzati con un modello matematico e interpretati utilizzando le banche dati relative a soggetti non diabetici, presi come riferimento. L'analisi dei dati ha evidenziato che già al momento della diagnosi il 90% dei soggetti presentava una compromissione della secrezione insulinica e che nell'88% era evidenziabile una ridotta sensibilità all'insulina. I pazienti che presentavano solo insulino-resistenza erano l'8,8% del totale, mentre quelli che presentavano solo un difetto di secrezione insulinica, tutti molto magri, erano il 10,8%.
"Il momento in cui viene fatta diagnosi di diabete - afferma il primo autore dello studio, Marco Dauriz, come riportano le agenzie di stampa - rappresenta una finestra temporale privilegiata. Caratterizzare le componenti patogenetiche al momento della diagnosi e' importante per individuare una strategia terapeutica il piu' possibile personalizzata".

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