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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Fondazione Arena, solo i privati possono salvarla

Il decreto Bondi colpisce la cultura, la soluzione defiscalizzare i contributi dei privati

L’apertura del festival dell’Arena, l’ottantottesimo, è alle porte e le polemiche intorno alla Fondazione Arena ed all’ormai famoso decreto Bondi, che riforma le Fondazioni liriche, non accennano a spegnersi. Il nodo da sciogliere, il più intricato, è quello relativo all’introduzione, all’interno del decreto stesso, di un articolo che regolamenti e, soprattutto, consenta la defiscalizzazione dei contributi provenienti da privati, in modo da invogliare nuovi investitori a prendere parte alle attività delle Fondazioni.

Su questo passaggio la politica veronese è d’accordo in modo unanime. Sia maggioranza che opposizione sono concordi nel sostenere che, senza questo importante provvedimento, si rischia di mettere in ginocchio l’intera macchina “areniana”. Ma non solo, la possibilità che l’intero indotto turistico derivante dal festival dell’Arena ne risenta è tutt’altro che remota. Proprio di queste problematiche si parlerà oggi in un Consiglio comunale straordinario.

I temi all’ordine del giorno, e che saranno proposti al sindaco Tosi, in qualità di presidente di Fondazione Arena, ed al sovrintendente Girondini, sono fondamentalmente tre: che i politici veronesi a Roma si facciano promotori della defiscalizzazione dei contributi privati, che venga insediato un comitato per la celebrazione del Centenario del 2013 e che la Fondazione sia dotata di un auditorium.

Sulla questione della defiscalizzazione non possiamo che essere d’accordo – ha affermato il sindaco Tosi. – C’è da dire, però, senza voler polemizzare per forza, che questo è un problema che si trascina da anni e che anche i governi precedenti, sia di destra che di sinistra, non hanno mai affrontato e risolto”. Una stoccata a chi, riempiendosi la bocca dicendo di essere paladino della cultura, non ha fatto nulla quando avrebbe potuto.

I tagli alla cultura che potrebbero essere introdotti dal decreto Bondi (che, tra l’altro, ieri è stato approvato dal Senato ed adesso dovrà essere dibattuto alla camera) potrebbero portare, senza l’intervento di investitori locali, ad una riduzione del calendario operistico dell’Arena. Una soluzione, dettata dal contenimento dei costi, che avrebbe ripercussioni pesantissime sul turismo.

Su queste possibili “sforbiciate” è stata molto critica l’assessore comunale alla Cultura Erminia Perbellini: “Ci sono cose che possono essere tagliate, ma tagliare la cultura che è l’unica area di investimento e di crescita economica futura è assurdo. Pensiamo solo alla ricaduta sul nostro territorio, dove i turisti arrivano per la stagione lirica e per le opere d’arte e poi si fermano a consumare i prodotti tipici e ad alloggiare nelle strutture locale portando nella nostra provincia ricchezza”.

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