Fondazione Arena, appello dei lavoratori: «Fateci riprendere l'attività»

Chiedono, nel rispetto delle norme di sicurezza, di realizzazione prodotti da trasmettere in tv e in streaming e di sperimentare ogni nuova tecnologia per proporre al pubblico la cultura musicale

(Foto Ennevi)

Oggi, 4 maggio, il sindacato Fials-Cisal della provincia di Verona, il quale rappresenta i lavoratori del mondo dello spettacolo, ha lanciato un appello diretto al prefetto di Verona Donato Cafagna, al presidente regionale Luca Zaia, all'assessore regionale alla cultura Cristiano Corazzari, al sindaco di Verona e presidente della Fondazione Arena di Verona Federico Sboarina, al Consiglio d'Indirizzo e alla sovrintendente sempre di Fondazione Arena.

L'appello è incentrato sull'emergenza Covid-19, la quale ha colpito tutti gli ambiti dell'economia, compreso quello degli spettacoli dal vivo. Fondazione Arena ha dovuto sospendere le sue attività artistiche, ma i suoi lavoratori non sono rimasti con le mani in mano, suggerendo forme e strumenti nuovi per raggiungere il pubblico. «Nessuna delle proposte è stata accolta o considerata fino ad ora - scrive Dario Carbone, segretario provinciale Fials-Cisal - La ripresa delle attività musicali è stata rinviata a data da destinarsi e i dipendenti di Fondazione Arena esprimono la loro ferma e assoluta contrarietà rispetto all'inconcepibile protrarsi del blocco della produzione, nella convinzione che sia possibile, necessario e urgente intraprendere percorsi alternativi in grado di conciliare la tutela della salute, la funzione civile e sociale della cultura con la salvaguardia del settore».
Nell'appello vengono citati gli esempi del Teatro Carlo Felice di Genova, che ha voluto celebrare il 25 aprile con un concerto in streaming, della Fenice di Venezia, che realizzerà i suoi due primi progetti multimediali da remoto, del Maggio Musicale Fiorentino che ha diffuso per il Primo Maggio un concerto. In Veneto è in fase di attivazione un «Protocollo della Cultura», alla cui stesura le organizzazioni sindacali chiedono di partecipare. «Siamo anche disponibili in sede comunale ad un confronto produttivo per la ripartenza delle realtà che nel nostro territorio operano, come l'Arena e il Teatro Filarmonico - ha aggiunto Carbone - Anche noi vogliamo esserci, perché riteniamo doveroso che i valori veicolati dalla cultura, dall'arte e dalla musica siano posti al servizio dello sforzo collettivo del Paese, come tante volte è accaduto nei momenti di sofferenza e di incertezza della nostra storia».
Il messaggio di Fials-Cisal si conclude con la richiesta per i lavoratori di Arena di Verona: «Chiediamo sia data loro la possibilità di riprendere il loro lavoro, nell’assoluto rispetto delle norme di sicurezza, finalizzandolo alla realizzazione di programmi da trasmettere in tv e in streaming e quindi di intraprendere da subito la sperimentazione di ogni nuova tecnologia esistente per progettare nuove forme di produzione culturale e per proporre al pubblico la cultura musicale. Sollecitiamo un deciso cambio di rotta e una forte assunzione di responsabilità nei confronti di un settore fondamentale del nostro patrimonio culturale, delle sue migliaia di lavoratori, dell'indotto che ruota intorno ad esso, della sua imprescindibile valenza sociale e comunitaria».

E su Fondazione Arena è intervenuto anche il Partito Democratico. Il senatore veronese Vincenzo D'Arienzo propone la creazione di un tavolo in cui si affronti il tema della stagione areniana, facendo in modo che non salti. «Per un po' di tempo dovremmo dimenticarci l'Arena piena come un uovo e allora studiamo le cose da fare sin da questa estate per essere pronti appena sarà deciso con quali condizioni sarà possibile ripartire - scrive D'Arienzo - È chiaro che oltre a garantire gli standard di tutela per i lavoratori e per il pubblico, servono anche le risorse, nazionali e territoriali. Non si riesce a ripartire in tempo e a recuperare il perduto se non arriveranno ingenti finanziamenti che dovranno servire per più tempo. Oltre quest’anno, insomma. D'altronde, la biglietteria non garantirà le stesse entrate degli anni scorsi e aumenteranno i costi, quelli per riorganizzare l'accoglienza e la regolamentazione del pubblico, per l’adeguamento tecnico e logistico degli spazi teatrali, per gli interventi straordinari e ordinari di igienizzazione nonché per sostenere gli investimenti in promozione e comunicazione».
E i consiglieri comunali del PD Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani chiedono la convocazione urgente di una commissione consiliare «nella quale audire e confrontare le posizioni della dirigenza della Fondazione Arena e quelle dei rappresentanti sindacali dei lavoratori».

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