Fondazione Arena messa in liquidazione. Niente lavoro per 300 dipendenti

Si teme per la stagione areniana, ma il sindaco garantisce che si farà e sarà organizzata dal Comune. PD e M5S indicano Flavio Tosi e la dirigenza come i veri responsabili

"Il Consiglio di indirizzo all’unanimità ha stabilito di chiedere al Ministero che venga posta in liquidazione coatta amministrativa la Fondazione Arena. Mi auguro che Tosi, quando incontrerà settimana prossima, il Ministro Franceschini, tenga conto dei lavoratori, di tutta la nostra cittadinanza e dell’Arena, che è un patrimonio inestimabile non soltanto per Verona ma per mondo intero".

Questo il commento del Deputato del Movimento 5 Stelle Mattia Fantinati sulla decisione presa ieri, 7 aprile, di chiudere la Fondazione a causa dell'eccessivo indebitamento. "Non posso nemmeno immaginare - ha concluso Fantinati - una stagione lirica a rischio o senza garanzie e nemmeno che per interessi personali, poltrona o terzo mandato, non si faccia un accordo in favore dei cittadini che si amministrano".

Non è preoccupato come l'esponente grillino, che sabato 2 aprile era in Piazza Brà per partecipare alla manifestazione "Abbracciamo l'Arena", il sindaco di Verona e Presidente della Fondazione Arena Flavio Tosi che ha assicurato che la stagione estiva si farà e sarà organizzata dal Comune. Tutta colpa dei lavoratori, secondo Tosi, e del referendum che per due voti ha bocciato l'ipotesi di accordo trovato tra dirigenza e sindacati (tranne il sindacato Fials) per accedere ai finanziamenti previsti dalla Legge Bray. Finanziamenti che avrebbero permesso di salvare l'Ente, insieme ad un robusto taglio del personale. E ora, con la messa in liquidazione, terminerà il rapporto di lavoro di tutti i dipendenti, che sono oltre 300.

"Le differenze tra le condizioni contrattuali all'inizio della trattativa sindacale e quelle contenute nell'ipotesi di accordo tuttavia bocciato dal voto dell'assemblea dei lavoratori sono notevoli - hanno commentato i consiglieri comunali PD Michele Bertucco ed Eugenio Bertolotti - segno che dei passi in avanti sono stati fatti. In questo senso va dato atto ai sindacati di avere saputo lavorare in un clima difficilissimo inopportunamente esacerbato dai continui diktat di chi avrebbe invece dovuto difendere il patrimonio rappresentato dalla Fondazione Arena, favorendo una intesa il più largamente condivisa possibile. L'impressione è che ogni ulteriore impegno possa prendere l'attuale dirigenza della Fondazione Arena sia destinato a scontrarsi da una parte con la drammatica situazione finanziaria dell'ente e dall'altra parte con la profonda crisi di sfiducia che il voto di ieri ha inequivocabilmente suggellato. In questo senso il Sovrintendente Girondini ha mancato l'occasione di dare un segnale di responsabilità rimettendo il suo incarico in favore di una figura in grado di dare maggiori garanzie, ma non è detto che sia troppo tardi. Vista la sostanziale spaccatura e i pericoli rappresentati dal commissariamento secondo noi va perseguito ogni ulteriore margine di miglioramento mettendo da parte orgoglio e interessi dal momento che il commissariamento sarebbe la soluzione peggiore per tutti".

Sulla questione commissariamento PD e sindaco Tosi, la pensano allo stesso modo. Anche il primo cittadino non vuole che la Fondazione Arena finisca in mano ad un commissario, che potrebbe anche far saltare la stagione areniana.

E anche il giorno dopo la decisione presa dal Consiglio d'indirizzo, rimane lo stupore, con la dirigenza che ribadisce che la strada scelta è stata obbligata dal voto negativo dei lavoratori e con sindacati che invece sono pronti a rimettersi ad un tavolo per trovare un nuovo accordo ed evitare, come auspicato da molti, la liquidazione della Fondazione Arena.

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