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(Foto Ennevi)

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Fondazione Arena, approvato con entusiasmo il bilancio di previsione 2018

I consiglieri comunali di opposizione restano con i piedi per terra. La Paglia e Vallani: "Serve un rilancio corale e deciso". Bertucco: "Finora abbiamo visto soltanto la proliferazione delle posizioni di vertice"

Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Arena ha approvato il bilancio di previsione 2018, il primo del dopo commissariamento. L'ente lirico prevede di chiudere in attivo, guadagnando dalla biglietteria oltre 22 milioni di euro e ricevendo più di 16 milioni di contributi da enti pubblici (Stato, Regione e Comune) e privati. Un bilancio che viene definito solido da chi lo ha approvato e da cui si può partire per il rilancio della Fondazione.

A commentarlo da fuori sono invece i consiglieri comunali del PD Elisa La Paglia e Stefano Vallani che si augurano che la positività del bilancio di previsione venga rispettata dalla realtà dei fatti al termine della stagione.

Si deve considerare che una volta terminati i tre anni di riduzione degli stipendi dei dipendenti, una somma simile all'avanzo preventivato, anzi superiore, attorno ai 2,4 milioni di euro, sarà annualmente necessaria soltanto per coprire i costi fissi - scrivono - Il rilancio deve essere pertanto essere corale e deciso e la direzione deve essere chiara. È il caso, ad esempio, di approfittare di questo rinnovato clima di fiducia, confermato anche dal positivo andamento delle prevendite, per ampliare l'effetto volano che la lirica veronese è in grado di dare a tutto il comparto del turismo scaligero con proposte mirate che non si limitino soltanto a vendere i biglietti dell'Arena ma che promuovano la permanenza dei visitatori sul nostro territorio. Occorrono in altre parole, scelte, anche amministrative, che indirizzino la città verso un turismo di qualità.

E anche il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco consiglia di non lasciarsi prendere dall'euforia di un bilancio di previsione positivo.

Per quanto riguarda Fondazione Arena, nel concreto finora abbiamo visto soltanto la proliferazione delle posizioni di vertice, in parte mitigata dall'entrata di nuovi soci o sostenitori di peso - sostiene Bertucco - I loro contributi, uniti alle agevolazioni della Bray e ai sacrifici dei lavoratori, stanno facendo lievitare la parte positiva del bilancio. Tuttavia non si tratta sempre di misure strutturali. Inoltre si sta vedendo ben poco della "condivisione delle scelte" promessa in campagna elettorale dalla nuova amministrazione, tanto è vero che si sta aprendo una nuova vertenza sugli "aggiunti" stagionali, le cui condizioni di lavoro continuano a peggiorare. Anche sulle previsioni di vendita andrebbero riconosciuti i meriti della gestione commissariale precedente che è stata in grado di riportare Fondazione Arena sui binari della normalità.

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