Fondazione Arena, stallo e polemiche dopo le dimissioni di Michele Bauli

Il suo posto nel Consiglio di Indirizzo potrebbe essere preso da Marilisa Allegrini. Intanto è sempre più incerta la nomina di Gianfranco De Cesaris come direttore generale

Non ci sono ancora novità provenienti da via Roma, a Verona. Nella sede di Fondazione Arena, al Consiglio di Indirizzo manca ancora un membro dopo le dimissioni di Michele Bauli. Il suo posto potrebbe essere preso da un'altra figura di peso dell'imprenditoria locale, Marilisa Allegrini, ma ancora nulla è stato ufficializzato. Come ancora non è sicuro che Gianfranco De Cesaris possa essere nominato come direttore generale. L'ente lirico ha ancora un direttore operativo, Francesca Tartarotti, anche se il suo incarico terminerà a breve. Comunque la figura di De Cesaris andrebbe a sovrapporsi a quella di Tartarotti. E a questi si aggiungerebbe anche il nome di Gianmarco Mazzi per gestire l'extralirica. Un vero surplus di dirigenti all'interno di una fondazione ancora in fase di risanamento finanziario. Per questo pare in fase di accantonamento l'ipotesi di un ingresso di De Cesaris in Fondazione Arena.

Se questa voce fosse confermata - commenta il consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune Michele Bertucco - avremmo la riprova del gravissimo stato confusionale in cui versano i vertici della Fondazione Arena. I grossolani errori di valutazione del sindaco, stanno facendo tardare in maniera pesante ed ingiustificata l'avvio dell'indispensabile lavoro di rilancio della Fondazione Arena. Sboarina ha ragione quando dice che Tosi da presidente dell'ente ha fatto il peggio che fosse umanamente possibile. Ora però Sboarina sta ripercorrendo gli stessi identici errori, basti pensare che a capo del museo Amo risulta esserci ancora Girondini, e che Arena Extra è stata riconfermata senza colpo ferire.

La gestione di Fondazione Arena continua ad essere argomento di dibattito politico a livello locale. Ma l'ente è anche entrato nella campagna elettorale, dopo che la candidata del PD Alessia Rotta ne ha rivendicato il salvataggio.

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Il PD non hanno salvato alcunché - replicano i candidati del Movimento 5 Stelle - Hanno voluto e confermato il taglio del corpo di ballo per mano del commissario straordinario Polo e della direzione della Fondazione. E nonostante il finanziamento che serve per pagare i debiti, l'ente è ancora in negativo per 28 milioni di euro. La responsabilità dell'azione politica del Partito Democratico sul declino della lirica veronese è evidente.

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