Cronaca Centro storico / Via Roma

Fondazione Arena, niente Aida in Russia. Chieste le dimissioni di Polo

La richiesta viene da un gruppo di consiglieri regionali, che criticano anche Tosi. L'ex sindaco di difende, ma il fuoco su di lui è incrociato

Non ci sono solo i lavoratori di Fondazione Arena scontenti per la mancata rappresentazione dell'Aida a San Pietroburgo, in occasione dell'inaugurazione di un nuovo stadio. Anche alcuni consiglieri regionali parlano di occasione perduta e per questo chiedono la fine del commissariamento dell'ente e le dimissioni dell'attuale sovrintendente Giuliano Polo.

I consiglieri regionali Stefano Casali, Andrea Bassi, Stefano Valdegamberi, Luciano Sandonà e Alessandro Montagnoli, nel chiedere le dimissioni di Polo, hanno criticato gli ultimi anni di gestione della Fondazione Arena, attaccando sia il periodo del commissariamento gestito dal ministro Franceschini, sia gli anni che lo hanno preceduto, quelli della gestione Tosi-Girondini. L'ex sindaco però ribatte: "Il tentativo di accostarmi al sovrintendente Polo, nominato da Fuortes che è espressione del ministro Franceschini, è quanto di più infondato ci possa essere".

Tosi ricorda che quando era a capo del consiglio di indirizzo di Fondazione Arena era "esasperato dall'atteggiamento dissennato e distruttivo di una parte del sindacato, sfociato nella bocciatura di un accordo coi lavoratori che avrebbe evitato il bagno di sangue a danno degli stessi dipendenti". Tosi non ha mai condiviso la strada del commissariamento, chiedendo "la liquidazione dell'ente, per trasformarlo in un'azienda basata su criteri manageriali e privatistici". Infine, l'ex sindaco di Verona ricorda che durante la sua gestione, la Fondazione Arena di trasferte all'estero ne ha fatte, "a Tokyo, in Israele e tre volte in Oman", conclude Tosi.

Ma sull'ex sindaco il fuoco è incrociato. Oltre ai consiglieri regionali, c'è anche il consigliere comunale Michele Bertucco che interviene.

Se la Fondazione Arena ha la possibilità di un futuro è proprio grazie al lavoro fatto dai commissari Fuortes prima e Polo poi, sulle macerie create da Tosi e dall’ex sovrintendente Girondini - scrive Bertucco - Se fosse stato per Tosi, a quest’ora la Fondazione sarebbe privatizzata, le maestranze a spasso e il teatro stabile veronese sciolto. Grazie alle nuove competenze e alla novità delle proposte, oggi invece ci si può attendere la ripresa anche delle attività all'estero come stimolo per far conoscere la tradizione culturale cittadina, che qualcuno voleva seppellire, e attirare turismo di qualità.

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