Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Vendevano prodotti falsi ai concerti di Gilmour e Violetta: foglio di via del Questore

Dopo i fatti accertati in occasione dei concerti della cantante idolo delle teenagers Violetta e di David Gilmour, durante i quali all'esterno dell'Arena venivano venduti gadgets con marchio contraffatto, è arrivato il provvedimento contro gli imputati da parte del Questore Mangini

La rete dei servizi di prevenzione e controllo messa in atto in occasione dei concerti dei cantanti “ Violetta” e “David Gilmor”, tenutisi in Arena l’11 ed il 14 settembre scorsi, aveva portato alla denuncia in stato di libertà di 12 persone con l’accusa di “Ricettazione, introduzione e commercio di prodotti con segni falsi”. A scoprire tale illecita attività personale della Guardia di Finanza di Verona che nella circostanza aveva sequestrato bandane e bandierine, esibite e vendute in piazza Bra, nei pressi dell’anfiteatro Arena, proprio in concomitanza dei menzionati concerti.

La grafica di tali prodotti, pur richiamando i segni distintivi dei cantanti, invero è risultata non conformi all’originale e di manifattura tale da trarre in inganno gli acquirenti. Inoltre, le stesse persone che li vendevano, poi, controllate, sono risultate sprovviste della preventiva quanto necessaria autorizzazione della Società che detiene i diritti esclusivi di immagine dei due artisti. Ora, a circa un mese dal deferimento in stato di libertà alla locale Autorità Giudiziaria, nei confronti di dieci di loro il Questore della provincia di Verona Mangini ha irrogato altrettanti personali provvedimenti di fogli di via obbligatori dal Comune di Verona con divieto di farvi ritorno per un periodo di anni tre.

Si tratta di 8 italiani di origine napoletana (di cui 7 residenti a Napoli ed uno a Milano); 1 cittadino di origine siriana ma residente in provincia di Pavia e, infine, di 1 cittadino egiziano residente in provincia di Milano. Il ricorso del Questore a tale potestà mira ad impedire la compromissione della sicurezza pubblica sul territorio veronese, evitando un indebito ritorno degli interessati. Infatti, così come è stato accertato dal personale della Divisione di Polizia Anticrimine della Questura scaligera, i 10 obbligati non risultano iscritti nella lista anagrafica del Comune di Verona; non vi esercitano alcuna attività lavorativa; non risultano avere alcun legame di parentela; in buona sostanza, la loro presenza in loco non trova plausibile giustificazione se non quello della commissione di reati, attesi i comportamenti illeciti e la situazione di pericolo per la tranquillità pubblica accertata nelle due anzidette circostanze dell’11 e 14 settembre scorsi.

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