Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Il sindaco di Verona intervistato sul furto a Castelvecchio: "Colpo preparatissimo"

Il primo cittadino scaligero Flavio Tosi è intervenuto a "Effetto Giorno" su Radio 24 fornendo alcuni dettagli importanti circa le modalità operative utilizzate dai banditi che hanno depredato il Museo di Castelvecchio

Non ha dubbi il sindaco di Verona Flavio Tosi in merito all'elevata professionalità dei ladri che hanno depredato nella serata di ieri giovedì 19 novembre il Museo di Castelvecchio. Il primo cittadino scaligero è intervenuto così a Effetto Giorno su Radio 24 in merito al furto che ha visto sparire anche cinque quadri del Tintoretto, un Rubens e un Mantegna: "Guardando le immagini il colpo era preparatissimo, perché non hanno mai parlato fra di loro, sono andati esattamente dove volevano, prelevando quello che volevano prelevare".

Come è stato possibile? "Sono entrati nel momento di prechisura, che è l'unico momento critico dove nel museo non c'è nessuno, dove non è ancora chiuso verso l'esterno e quando la guardia giurata si appresta a chiudere il museo. Sono entrati a mano armata, hanno immobilizzato la guardia e una custode".

Non c'erano allarmi? "In quel momento non c'erano ancora allarmi, perché in quella fase il museo è ancora aperto e non è ancora chiuso. Ci sono tutte le immagini delle telecamere, ma hanno agito a volto coperto. Erano in tre e sono fuggiti usando la macchina della guardia giurata, quindi hanno pianificato anche questo e poi avevano chiaramente una macchina altrove. L'idea è di veri professionisti, di un furto commissionato, specifico".

Ma non c'è stato un buco di sicurezza ? "Le norme che vengono applicate e i parametri di sicurezza non rendono impossibili i furti, li fanno anche al Louvre. E' chiaro che questo dipende anche dal coraggio e dalla sfrontatezza di chi opera e questi sono stati veramente sfrontati nell'agire: in quell'orario, con quelle modalità si sono anche assunti un margine di rischio notevole"

Da parte del Comune di Verona è stato inoltre diffuso un comunicato in cui si rende ulteriormente conto di quanto accaduto nella serata di ieri:

Il Museo di Castelvecchio è tra i tre siti (gli altri due sono Palazzo Barbieri, sede del Comune e il Comando Polizia Municipale) ritenuti strategici e sensibili dall'Amministrazione Comunale, vigilati 24 ore su 24 e presidiati in modo importante. La vigilanza del Museo di Castelvecchio, diversamente dagli altri 2 edifici vigilati dalla Polizia Municipale, è affidata a una guardia giurata armata.

L'importanza delle opere esposte nel Museo e del vicino Arco dei Gavi ha imposto già dal 2005 una implementazione del sistema di videosorveglianza, dotato di 48 telecamere all'ingresso, nelle sale espositive e lungo i camminamenti. Il sistema consente di registrare e conservare le immagini fino a 5 giorni ed è collegato con una sala di controllo all'interno di Castelvecchio – a cui sono collegati tutti i sistemi di allarme volumetrici delle sale espositive – dove dalle 19 della sera alle 9 del mattino successivo di ogni giornata è presente una guardia giurata armata privata.

Il Museo inoltre è dotato di procedure molto dettagliate sulla sicurezza interna, specie al momento della chiusura e apertura, quando avviene il cambio tra il personale comunale di vigilanza e l'istituto di vigilanza privata che presidia nelle ore serali e notturne il sito. Le procedure sono provate ed attualizzate. I sistemi antifurto, al momento della rapina, non erano perciò ancora stati attivati, così come i sensori volumetrici, collegati con la centrale operativa dell'istituto vigilanza privata.

L'ingresso dei rapinatori è avvenuto a Museo ancora aperto, proprio al momento del cambio tra personale museale e vigilanza privata. L'area esterna del Museo di Castelvecchio inoltre è vigilata da altre telecamere di videosorveglianza cittadine, collegate con la Centrale Operativa della Questura e della Polizia Municipale, che riprendono l'area esterna e i principali incroci cittadini: le immagini sono già state messe a disposizione degli organi di polizia investigativi.

Questo l'elenco delle opere trafugate:

• Antonio Pisano detto Pisanello, Madonna col bambino, detta Madonna della quaglia, tempera su tavola, cm 54x32, inv. 164-1B0090
• Jacopo Bellini, San Girolamo penitente, tempera su tavola, cm 95x65, inv. 876-1B0306
• Andrea Mantegna, Sacra Famiglia con una santa, tempera su tela, cm 76x55,5, inv. 855-1B0087
• Giovanni Francesco Caroto, Ritratto di giovane con disegno infantile, olio su tavola, cm 37x29, inv. 5519-1B0130
• Giovanni Francesco Caroto, Ritratto di giovane monaco benedettino, olio su tela, cm 43x33, inv. 1407-1B0142
• Jacopo Tintoretto, Madonna allattante, olio su tela, cm 89x76, inv. 1285-1B1623
• Jacopo Tintoretto, Trasporto dell’arca dell’alleanza, olio su tavola, cm 28x80, inv. 263-1B0227
• Jacopo Tintoretto, Banchetto di Baltassar, olio su tavola, cm 26,5x79, inv. 264-1B0229
• Jacopo Tintoretto, Sansone,olio su tavola, cm 26,5x79, inv. 265-1B0228
• Jacopo Tintoretto, Giudizio di Salomone, olio su tavola, cm 26,5x79,5, inv. 266-1B0230
• Cerchia di Jacopo Tintoretto, Ritratto maschile, olio su tela, cm 54x44, inv. 44381-1B4013
• Domenico Tintoretto, Ritratto di Marco Pasqualigo, olio su tela, cm 48x40, inv. 6707-1B0158
• Bottega di Domenico Tintoretto, Ritratto di ammiraglio veneziano, olio su tela, cm 110x89, inv. 1602-1B0710
• Peter Paul Rubens, Dama delle licnidi, olio su tela, cm 76x60, inv. 1779-1B0166
• Hans de Jode, Paesaggio, olio su tela, cm 70x99, inv. 6275-1B0685
• Hans de Jode, Porto di mare, olio su tela, cm 70x99, inv. 6273-1B0680
• Giovanni Benini, Ritratto di Girolamo Pompei, olio su tela, cm 85x63, inv. 45793-1B4017 

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