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Firme contro la tangenziale a pedaggio

Firme contro la tangenziale a pedaggio

Firme contro la tangenziale a pedaggio

Il consigliere regionale Valdegamberi lancia la petizione pro-pendolari

“Salviamo i pendolari dalla pagamento del pedaggio della tangenziale sud”. Potrebbe essere tranquillamente questo lo slogan dell’iniziativa che verrà resa pubblica all’inizio della prossima settimana dall’Udc. Una raccolta di firme che, stando a quanto anticipa il consigliere regionale e comunale Stefano Valdegamberi, vedrà gli esponenti del partito di Casini impegnati a battere piazze, mercati e manifestazioni pubbliche dell’intera provincia veronese.

“Quella che accadrà fra poco è una situazione figlia di scelte amministrative sbagliate e che finirà per pesare in maniera considerevole sulle tasche di chi si deve recare in città per lavoro o per studio”, spiega Valdegamberi. “Nel project financing che prevede la realizzazione di una nuova arteria volta a collegare l’Ovest e l’Est della provincia con la città – continua il consigliere centrista - è infatti stabilito che quella che diventerà la nuova tangenziale sud sarà a pedaggio. Tanto che lungo il suo percorso avrà ben 28 caselli. Considerato che questa costituirà di fatto una via obbligata di accesso alla città per coloro che abitano in una larga fetta della provincia, siamo quindi di fronte all’istituzione di una sorta di tassa occulta”.

“Questo pedaggio – conclude – costerà davvero molto a coloro che già si trovano tutti i giorni a dover fare i conti con parcheggi pressoché tutti a pagamento, con una zona a traffico limitato che finirà per essere allargata e con unica via alternativa il futuro traforo delle Torricelle, anch’esso a pedaggio. Chi viene ogni giorno in città finirà infatti per sborsare più di 500 euro al mese. Un’enormità. Per questo chiederemo con la petizione popolare a Regione, Provincia e Comune di esentare i pendolari dal pedaggio. D’altronde sarebbe meglio portare i servizi fuori dalla città piuttosto che istituire gabelle dal sapore medievale a carico di chi in città ci è costretto ad andare”.
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