Cronaca Centro storico / Piazza Bra

A Verona scatta il protocollo Quartiere Sicuro: cittadini attivi per il controllo di vicinato

Il documento è stato siglato dal sindaco Sboarina e dal prefetto Cafagna: «Il cittadino non deve prendere il posto di chi si occupa di sicurezza, ma segnalare ciò che vede e fornire informazioni utili». Il Comune realizzerà una speciale App dedicata alle segnalazioni

Firma del protocollo "Quartiere Sicuro"

Cittadini attivi per collaborare alla sicurezza del quartiere. Verona è tra i primi Comuni di grandi dimensioni ad attivare un progetto di sicurezza integrata, che parte dall’osservazione dei cittadini e coinvolge in via istituzionale le forze dell’ordine. Grazie al protocollo d’intesa denominato "Quartiere Sicuro" e firmato nel pomeriggio di venerdì 27 dicembre a palazzo Barbieri, secondo quanto si legge in una nota del Comune di Verona, «i cittadini potranno partecipare all’attività di controllo di vicinato osservando cosa succede nel quartiere e segnalando, attraverso un App dedicata attiva su smartphone, potenziali situazioni di pericolo al coordinatore di zona. Quest’ultimo sarà appositamente formato per inviare le segnalazioni ai referenti delle forze di polizia».

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La firma del protocollo "Quartiere Sicuro" tra il sindaco Sboarina e il prefetto Cafagna

Il protocollo che rende operativo il progetto "Quartiere Sicuro" è stato sottoscritto dal sindaco Federico Sboarina e dal prefetto Donato Giovanni Cafagna. Quest'oggi erano poi presenti anche il questore Ivana Petricca, l’assessore alla Sicurezza Daniele Polato, il consigliere Andrea Bacciga che aveva presentato in Consiglio comunale una apposita mozione, il presidente della Commissione Sicurezza Roberto Simeoni, il comandante provinciale dei Carabinieri Pietro Carrozza e il vice comandante della polizia locale Lorenzo Grella. Presente anche il rappresentante dei Vigili del Fuoco.

«Abbiamo sempre detto che i cittadini rappresentano i nostri occhi nel territorio. – ha detto il sindaco Sboarina – Questo protocollo valorizza e regola il loro contributo e dà il senso di come la nostra comunità voglia rendersi parte attiva, e non di sostituirsi alle forze dell’ordine, per migliorare la sicurezza e la sua percezione. Sarà possibile inviare le segnalazioni ai referenti di zona che si attiveranno e faranno da portavoce nei confronti alle forze dell’ordine per possibili situazioni di criticità. Il protocollo chiarisce che il cittadino non deve prendere il posto di chi si occupa di sicurezza, ma segnalare ciò che vede e fornire informazioni utili. Questo strumento ci permette di migliorare anche la percezione della sicurezza che è un fattore importante della qualità della vita».

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Il post su Facebook del consigliere comunale Andrea Bacciga

«Credo molto in questi strumenti di partecipazione della cittadinanza. – ha detto il prefetto Cafagna – La stipula in Comune è la conferma di una forte condivisione sulle strategie della sicurezza. Questo protocollo recepisce la richiesta di maggiore partecipazione da parte dei cittadini che hanno chiesto di offrire i loro contributi di conoscenza su specifiche aree della città. L’obiettivo è quello di organizzare in maniera sistematica queste forme di collaborazione che comprendono l’osservazione e il controllo civico dell’area in cui si lavora, si vive e si passa. Si tratta esclusivamente di attività di osservazione e segnalazione perché in caso di reato l’intervento spetta alle forze dell’ordine che si attivano chiamando sempre il 112 e 113. L’App non è alternativa a questi numeri. È un passo avanti importante che rende ancora più stretto il rapporto tra comunità, istituzioni e agenti».

I contenuti del protocollo

Su richiesta del sindaco di Verona Federico Sboarina, il protocollo regolamenta il controllo di vicinato tra Prefettura e Comune. Il protocollo ha validità triennale e stabilisce che «l’attività di controllo di vicinato viene svolta da gruppi di cittadini» e che «tale azione di controllo dovrà consistere nello svolgimento di un’attività di mera osservazione riguardo fatti e circostanze che accadano nella propria zona di residenza». Il testo precisa che «i cittadini appartenenti ai gruppi si limiteranno a riferire tempestivamente al coordinatore del gruppo le informazioni acquisite». A loro volta «i coordinatori dei gruppi di controllo del vicinato informeranno anche attraverso l’apposita applicazione mobile i referenti delle forze di polizia e della polizia locale, che valuteranno i fatti».

Il Comune, secondo quanto si apprende da una nota, «farà una prossima delibera di giunta, installerà la cartellonista adeguata, costituirà i "Gruppi di controllo del vicinato", individuerà uno o più coordinatori dei gruppi e realizzerà una App dedicata, sulla quale i post pubblicati rimarranno 7 giorni e saranno visibili al referente della polizia locale e alle forze dell’ordine».

Secondo le intenzioni del progetto, dovrebbe così essere possibile «indicare la presenza nella propria zona di mezzi di trasporto o persone sospette, di auto, moto o bici che si ipotizzano rubate, ma anche di persone in stato confusionale o in evidente difficoltà». Così come è inoltre previsto sia possibile «segnalare attraverso l’App atti vandalici, utilizzo indebiti di spazi pubblici, situazioni di degrado urbano o la presenza di ostacoli pericolosi sulle vie di comunicazione». Si tratterebbe in sostanza di «un’attività di controllo che punta ad accrescere il ruolo civico dei cittadini e ad aumentare il senso di comunità e di collaborazione all’interno dei quartiere». Con l'approvazione del protocollo, «qualunque cittadino può segnalare al referente, attraverso l’App, la situazione che vede nel suo ruolo di osservatore civico».

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