Via libera al filobus, nessun problema di impatto ambientale

La commissione di Via ha dato il suo consenso al nuovo mezzo pubblico veronese, anche se sono previste alcune importanti restrizioni. I lavori potrebbero iniziare già a fine anno e concludersi nel 2016

Nuovo colpo a segno per il progetto filobus. Il nuovo mezzo pubblico veronese ha infatti evitato la valutazione di impatto ambientale, permettendo in questo modo a Amt e Comune di far partire i lavori con sei mesi di anticipo rispetto a quanto preventivato. Secondo le stime attuali, quindi, il primo operaio potrebbe cominciare a lavorare già a fine anno, mentre nel 2016 potrebbe esserci il taglio del nastro. La commissione tecnica Via della Provincia, composta da 12 tecnici di cui nove esterni, due della Provincia e uno dell'Arpav, ha decretato senza pareri contrari che il progetto di trasporto pubblico filoviario presentato da Amt non è da assoggettare alla procedura di Via, anche se questo “costerà” all'Amt l'obbligo di seguire alcune precise restrizioni.

Polveri, acque meteoriche, scavi dei cantieri, impatto acqustico: tutte queste cose saranno costantemente monitorate e valutate per evitare qualsiasi danno ai cittadini. Il filobus, così com'è pensato dal Comune, percorrerà due tratte: San Michele-Stadio e policlinico di Borgo Roma-Ca' di Cozzi, per un totale di 23,8 chilometri, di cui 16 fuori dalla mura cittadine (dove il mezzo procederà a trazione elettrica, con le “bretelle”) e sette nel centro città, dove procederà con un motore diesel Euro 6, il più “ecologico” possibile (questa è anche una delle prescrizioni). In ogni tratta sarà indispensabile la realizzazione di corsie preferenziali. Altri obblighi imposti dalla commissione la costruzione dei parcheggi scambiatori di Ca' di Cozzi, San Michele Extra e Verona sud. Alla Genovesa troveranno anche posto i 38 tram, 18 metri ciascuno, grazie al nuovo parcheggio deposito. Compreso nel progetto anche il sottopasso di via Città di Nimes. L'Associazione temporanea di impresa che realizzerà l'opera è composta dalla mandataria Consorzio cooperative costruzioni, con la consorziata Cdc, Soveco e Mazzi come costruttori, Alpiq Intec, Balfour Beatty Rail spa, Vossloh Kiepe, Vdl con Apts, Technital e Girpa.

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