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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Bosco Chiesanuova / Piazza Guglielmo Marconi, 35

Presentato il 23^ Film Festival della Lessinia: grande attesa per un'edizione "fuorilegge"

Dal 19 al 27 agosto, a Bosco Chiesanuova, si riaccende il grande schermo per la 23^ edizione del Film Festival della Lessinia. Viaggio nella vita, storia e tradizioni delle terre alte e lontane di 31 Paesi del mondo. Nove giorni di proiezioni, con 56 film in programma

Banditi, contrabbandieri, passatori. Sarà l’anno dei “fuorilegge” quello della ventitreesima edizione del Film Festival della Lessinia. E non solo, perché la rassegna cinematografica internazionale in programma a Bosco Chiesanuova (Verona) dal 19 al 27 agosto offre uno sguardo ampio sulla contemporaneità del vivere sulle terre alte. È la montagna come teatro in cui hanno luogo storie di sopravvivenza e morte, di fuga ed emigrazione, di guerre e persecuzioni, di attraversamento dei confini geografici e socio-politici, di scoperta ed esplorazione.

Provengono da 31 Paesi i 56 film selezionati quest’anno, con 21 anteprime italiane. Un viaggio intorno al mondo tra Europa, Argentina, Cile e Perù; tra India, Afghanistan, Kazakistan, Nepal e per la prima volta Myanmar. Ciò a conferma della ricerca internazionale che fa arrivare in Lessinia il meglio della recente produzione internazionale nelle sezioni Concorso, Montagne italiane, Eventi speciali e nella ricca programmazione dedicata a bambini e ragazzi FFDL+.

Presentazione del 23° Film Festival della Lessinia

Al programma cinematografico si affianca il ciclo di incontri letterari Parole Alte, organizzato con l’Università degli Studi di Verona, al quale sia aggiungono convegni, mostre, escursioni guidate, laboratori per bambini, concerti e novità editoriali da sfogliare nella Libreria della Montagna. Immancabile lo spazio riservato nella Piazza del Festival, con bar e tavola calda, all’enogastronomia con i prodotti tipici del territorio: dai formaggi DOP della montagna veronese del Consorzio Monte Veronese ai vini delle Cantine Bertani.

I FILM - L’apertura del Festival è affidata una produzione portoghese e brasiliana, Vazante di Daniela Thomas. Dagli schermi della Berlinale arriva a Bosco Chiesanuova, in anteprima italiana, la storia ambientata in Brasile a inizio Ottocento, negli anni che precedono l’abolizione della schiavitù. È un film potente e cupo, anche per scelta della fotografia in bianco e nero e dialoghi rarefatti. Ospite della serata di chiusura (il 26 agosto) è il regista Alessandro Comodin con il suo I tempi felici verranno presto. Dopo un’applaudita partecipazione al Festival di Cannes nel 2016, il film, itinerario onirico di ricerca e confronto con il primordiale e la Natura, è sui Monti Lessini per una delle rare visioni italiane.

Sono 21 le opere cinematografiche in Concorso a contendersi i massimi riconoscimenti della manifestazione (la Lessinia d’Oro e la Lessinia d’Argento) oltre agli altri premi assegnati dalla giuria internazionale composta quest’anno da Camille Chaumereuil (Francia), Petra Felber (Germania) Frode Fimland (Norvegia), Andreas Pichler (Italia) e Sara Zanatta (Italia).

Per la prima volta viene presentato un documentario dal piccolo Myanmar: Slate - Ardesia di Khin Warso. Immagini crude di morte e sepoltura sono quelle di alcune delle pellicole più attese: Knife in the Clear Water - Lama nell’acqua limpida di Wang Xuebo (Cina), Die Einsiedler - Gli eremiti di Ronny Trocker (Germania); il documentarista francese Pierre Yves Vandeweerd presenta Les Éternels - Gli eterni (Francia): dura riflessione sui sopravvissuti del genocidio armeno.

Una surreale esplorazione alla ricerca della Città d’Oro dei Cesari è quella di Francisco Hervé con La ciudad perdida - La città perduta (Cile). Delle aspirazioni di giovani donne magrebine racconta invece Tala Hadid in Tigmi n Igren - Casa di campagna (Marocco). Originalissimo è il soggetto di My Name is Eeoow - Il mio nome è Eeoow del regista indiano Oinam Doren sulla tradizione di dare ai bambini un nome composto da una melodia. E i più piccoli sono i protagonisti di vicende di guerra e contrabbando in The Land of the Enlightened - La terra degli illuminati di Peter-Jan De Pue, di lotte per la salvaguardia della propria terra in Jardines de plomo - Giardini di piombo di Alessandro Pugno. La sezione dei cortometraggi presenta poi opere da Nepal, Kazakistan, Argentina e Usa.

La sezione Montagne italiane spalanca una finestra sulle pellicole che raccontano le Alpi e gli Appennini. Molto atteso è in particolare Il ritorno sui monti naviganti di Alessandro Scillitani: narra della trasferta appenninica a bordo di una Fiat Topolino di Paolo Rumiz, ospite del Festival (il 21 agosto) a presentare il film con il regista. Il tedesco Josef Schwellensattl propone in anteprima per l’Italia il documentario Rollat und Bajazzo sul tipico carnevale di Sappada.

Alla figura di Ettore Castiglioni e alla sua drammatica morte sulle Alpi per la sua attività di partigiano e di “passatore” di fuggiaschi ed ebrei durante la guerra, rende omaggio Oltre il confine narrato da Marco Albino Ferrari. Uno sguardo sulla montagna che cambia è quello di A bitter Story - Una storia amara di Francesca Bono sulla numerosa comunità cinese ai piedi delle Alpi Piemontesi.

La sezione FFDL+ Bambini e Ragazzi è una peculiarità del Festival veronese con proiezioni pomeridiane suddivise per fasce d’età e un’attenzione particolare riservata all’età dell’adolescenza. In programma 21 film di animazione e cortometraggi da ogni parte del mondo, quasi tutti in anteprima italiana: testimonianze di crescita, maturazione, rapporto con gli animali e confronto con la diversità.

BIGLIETTI

Ingresso alle proiezioni: 5 euro (intero); 3 euro (ridotto FFDL+ fino ai 14 anni).

Prevendita dei biglietti presso il Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (Verona).

Prenotazione posti, solo via email, scrivendo a biglietteria@ffdl.it. Info: 045.7050789.

Sito internet: www.ffdl.it

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