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Feto morto asfissiato a Borgo Roma, due medici a processo

Specialisti di 64 e 67 anni accusati di negligenza e omicidio colposo dalla Procura: non avrebbero giudicato correttamente lo stato di salute della gestante e avrebbero sospeso il monitoraggio al piccolo

Morto asfissiato. Questa la triste sorte toccata ad un feto, poco prima del parto in ospedale a Borgo Roma. Una vicenda che è finita sul tavolo della Procura, da cui poi è uscita l'accusa di negligenza e omicidio colposo per due medici. Grave fu dichiarata la madre, che era finita in rianimazione per otto giorni. Chiamati in causa, dopo lo scampato pericolo per la donna, sono stati i dottori di 64 e 67 anni, che ieri hanno affrontato l'udienza preliminare. L'accusa del pm Federica Ormanni ha riportato i fatti al 31 agosto e al 3 settembre 2009. La donna, in base alle ricostruzioni della Procura, non sarebbe stata visitata a dovere. Era alla 31esima settimana di gravidanza e presentava una "rilevante" anemia. In più, sempre secondo l'accusa, sarebbe stato sospeso il monitoraggio al cuore del feto.

Come spiega l'Arena, è stata la madre a raccontare in aula i fatti immediatamente precedenti al parto. La notte precedente aveva dato l'allarme per fortissimi dolori all'addome e aveva voluto chiamare il suo ginecologo. Alle 9e30 della mattina l'ecografia stabilì che il piccolo non si muoveva più e subito dopo il parto venne dichiarata la morte. Ora toccherà alla difesa dei due dottori prendere in mano le redini del processo che è stato rinviato a settembre, mentre la sentenza è attesa entro la fine dell'anno.

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