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Festini a base di cocaina in un bar, arrestate tre persone

Festini a base di cocaina in un bar, arrestate tre persone

Festini a base di cocaina in un bar, arrestate tre persone

Sgominata un'organizzazione italo-albanese dedita allo spaccio di droga a San Bonifacio

Un sodalizio italo-albanese per lo spaccio di droga. Di tanta droga. Spesso ceduta gratuitamente durante dei festini organizzati in un bar di San Bonifacio. Una rete collaudata e capillare, conosciuta dai tossicodipendenti della zona, che non avevano più la necessità di spingersi fino a Verona per trovare la cocaina. Tre persone, due albanesi e un italiano, gestore del locale sito in via Villabella 16, sono state tradite dalle loro conversazioni telefoniche, in cui parlavano in maniera criptica di acquisto e vendita della "bamba", come la chiamavano in una intercettazione ascoltata dai carabinieri. Le indagini sono partite quasi un anno fa, a luglio 2010, dopo che i colleghi dell'Arma di La Spezia avevano segnalato a San Bonifacio l'esistenza di questa rete di spaccio.

La figura predominante dell'organizzazione era Alfred Kurti, ventottenne, già arrestato a luglio 2010 in flagranza di reato con in tasca 46 grammi di cocaina. Gli piaceva la bella vita, tra macchine di grossa cilindrata, locali, cellulari di ultima generazione e tanti soldi spesi per giocare alle slot machine. Senza avere un lavoro. Elementi che sono sembrati subito sospetti ai militari.

Pochi giorni prima era stato arrestato anche l'altro compare albanese. Romir Bani, trentacinquenne. Entrambi erano stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare per possesso di droga. Il primo, scarcerato verso la fine di novembre, è stato prelevato dalla sua abitazione per fare ritorno in carcere, il secondo, invece, ha ricevuto la nuova ordinanza cautelare in cella. Fabio Giaccarello, il gestore del bar, è stato arrestato sabato scorso. Per favoreggiamento. Nonostante non si esimesse dalla vendere cocaina, anche se in misura minore. Nel suo bar venivano organizzati i festini a base di cocaina dopo l'orario di chiusura, spesso ceduta gratuitamente. Con l'obiettivo di attirare nuova clientela e di allargare la rete "illegale" di cui faceva parte. Il locale pubblico è stato posto sotto sequestro.

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