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Foto simbolo della campagna

Foto simbolo della campagna

8 marzo, niente mimose. Contro la violenza sulle donne meglio una patata

È la provocazione lanciata da Parallel Lines, progetto creato dalle artiste Silvia Lana e Ilaria Marchesini, con l'iniziativa che gioca su un doppio senso e sullo slogan #nonsibaratta

Un'iniziativa artistica e provocatoria giocata su un doppio senso e uno slogan diventato hashtag.

In occasione della Festa della Donna, il progetto Parallel Lines creato dalle artiste Silvia Lana e Ilaria Marchesini, lancia una campagna virale che in maniera creativa e divertente vuole sensibilizzare sui diritti delle donne. "Il progetto - scrivono le artiste - nasce dal desiderio e dalla necessità di dar voce al disagio della donna nei confronti di un atteggiamento sessista e maschilista, che oggi più che mai, in oriente come in occidente, è una tematica urgente, come testimoniato dai numerosi fatti di cronaca dove la donna è oggetto di violenza e abuso sessuale".

Ed è l'ironia l'arma scelta da Parallel Lines contro la violenza sulle donne. L'ironia giocata sul doppio senso della parola patata. Da ieri, 6 marzo, e fino al 12 marzo, Silvia e Ilaria sono presenti a Verona, Milano, Venezia e sul Lago di Garda per coinvolgere chiunque voglia aderire attivamente invitando i passanti a farsi fotografare con una patata, stringata e addobbata con il cartellino riportante il motto #nonsibaratta. La foto verrà poi verrà pubblicata e resa virale attraverso i canali social.

La campagna nel veronese è presente oggi, 7 marzo, e il 10 marzo dalle 15 in piazza Bra, il 9 marzo dalle ore 15 al balcone di Giulietta e il 12 marzo nelle piazze di Lazise, Garda e Bardolino.

La campagna #nonsibaratta nasce, inoltre, con l’intento di dare un senso nuovo e forte alla Festa della Donna. "La ricorrenza negli anni ha perso sempre più valore, diventando un contenitore vuoto in cui si regalano mimose senza significato - aggiungono Silvia Lana e Ilaria Marchesini - sostituendo la mimosa con la patata, simbolo di maggior impatto nell’immaginario collettivo, vogliamo dare all’8 marzo un simbolo forte".

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