Diabete. Federfarma pronta a collaborare alla gestione dei pazienti cronici

Il presidente di Federfarma Verona Marco Bacchini interviene dopo l'accordo siglato tra Ulss 20 e medici di medicina generale. "Anche le farmacie possono dare il loro contributo"

"L’accordo siglato in questi giorni fra i medici di medicina generale e Ulss 20 nell’ambito della gestione del paziente diabetico nell’ambito della propria realtà domiciliare è un importante traguardo, ma purtroppo non ha coinvolto una struttura sanitaria che nel suo dna ha l’assistenza di prossimità territoriale, ovvero la farmacia". Questo il commento di Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, sulla sfida raccolta per curare pazienti cronici nel veronese, che però non vede tra i protagonisti le farmacie.

In molte regioni sono stati studiati e realizzati progetti fra diverse realtà per una gestione a 360 gradi dei pazienti, in modo particolare diabetici e dismetabolici, impiegando le figure professionali sul territorio, come le strutture specialistiche, i medici di medicina generale e appunto le farmacie, e sfruttare la loro rete di facile accesso e la loro presenza capillare.

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"Molti sono i progetti che Federfarma Verona ha realizzato sul territorio - prosegue Bacchini - in stretta collaborazione propositiva con le altre figure professionali, proprio per l’assistenza domiciliare dei pazienti e per il monitoraggio della salute dei cittadini veronesi, esperienze positive e realizzate realmente a costo zero per il Servizio Sanitario Nazionale. Le singole farmacie hanno accettato la sfida impegnativa di produrre risultati tangibili, per ora a costo zero per le Ulss, per ragionare sulla valutazione dei costi e dei vantaggi per l’intero sistema, come ad esempio il Cup o gli screening. Quindi, di riflesso a quanto siglato tra Ulss 20 e i medici di medicina generale, auspichiamo un celere coinvolgimento attivo di Federfarma Verona, ritenendo doveroso che venga aperto un tavolo di confronto e di sviluppo dell’accordo territoriale al fine di mettere in campo tutte le figure professionali che per legge hanno visto riconosciuto il proprio ruolo in tale ambito sanitario. Tutto questo nell’interesse non della singola categoria professionale, ma in quello primario del cittadino e del sistema sanitario. Chiedo per i farmacisti veronesi il riconoscimento professionale e di collaborazione attiva".

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