Domenica, 14 Luglio 2024

Giro di fatture false da 62 milioni, nel mirino 44 aziende e 9 imprenditori: coinvolta Verona

L'operazione Titano ha visto guardia di finanza e polizia di Stato entrare in azione nella mattinata di mercoledì, e avrebbe consentito di scovare una serie di "società cartiere" riconducibili principalmente a un soggetto residente in provincia di Reggio Emilia

All'alba di mercoledì i militari della guardia di finanza e gli agenti della polizia di Stato, su delega della Procura di Reggio Emilia e sotto la direzione del procuratore Calogero Gaetano Paci, hanno dato il via ad in decreto di perquisizione e a due di sequestro preventivo relativamente a proventi illeciti di un’ingente frode fiscale, i quali sono stati emessi dal gip del tribunale reggiano Luca Ramponi. 
Un'attività che ha preso il via dall'indagine denominata "Titano", la quale avrebbe portato alla luce fatture inesistenti per oltre 62 milioni di euro, con 44 società e 9 imprenditori coinvolti, oltre a controlli e sequestri in aziende delle province di Brescia, Bergamo, Mantova, Milano, Modena, Napoli, Parma, Roma, Reggio Emilia, Torino e Verona.

Guardia di finanza e polizia di Stato: operazione Titano-2

Il lavoro degli inquirenti avrebbe consentito di scovare una serie di "società cartiere" riconducibili principalmente a un soggetto residente in provincia di Reggio Emilia, già coinvolto in altre indagini penali come l'operazione "Billions": tali società sarebbero state costituite "al solo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti (F.O.I.) nei confronti di terze società, al fine di consentire alle medesime l’evasione delle imposte sui redditi e Iva, a beneficio della consorteria criminale". Le "cartiere" avrebbero quindi esercitato formalmente attività di commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi, macchine per l’edilizia, imballaggi, computer e software, articoli metallici, commercio al dettaglio di prodotti via internet: le società "utilizzatrici", invece, operavano nel campo degli imballaggi, edilizia e abbigliamento.

Il provvedimento di sequestro preventivo è stato emesso dall’autorità giudiziaria nei confronti di 8 società e di 9 rappresentanti legali o amministratori delle stesse: grazie alla frode perpetrata, potrebbero aver conseguito un profitto illecito di 6 milioni di euro. Al termine delle indagini sarebbe emerso di come, da parte delle 44 società interessate, sarebbero state dichiarate fatture per operazioni inesistenti per circa 62 milioni di euro, in un periodo compreso tra il 2018 e il 2022. Contestualmente all’esecuzioni del decreto di sequestro, sono state effettuate anche 80 perquisizioni nei confronti dei soggetti che, sulla base dei riscontri investigativi, risulterebbero essere destinatari delle fatture false emesse dalle “cartiere”.

Nel corso delle operazioni le forze dell'ordine hanno inoltre provveduto inoltre a notificare l’Informazione di garanzia alle 50 persone fisiche denunciate a piede libero per reati fiscali.

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