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Farah è al sicuro, la conferma della Farnesina: "Al lavoro per facilitare il rientro a Verona"

Il ministro degli Esteri Angelino Alfano: "Farah è stata rintracciata in Pakistan ed è al sicuro. La Farnesina con l'Ambasciata a Islamabad si adopera per il suo ritorno in Italia, a Verona"

«Farah è stata rintracciata in Pakistan ed è al sicuro. La Farnesina con l'Ambasciata a Islamabad segue il caso da vicino e si adopera per facilitare il ritorno in Italia, a Verona». Secondo quanto riportata anche dall'Ansa, lo ha affermato il ministro degli Esteri Angelino Alfano, attraverso il profilo Twitter della Farnesina sul caso della giovane pachistana residente a Verona costretta ad abortire dalla sua famiglia in Pakistan.

Alfano, in una nota ufficiale, ha specificato che «Farah è stata rintracciata e si trova in una situazione protetta, grazie all'intervento tempestivo delle Autorità del Pakistan, a seguito della segnalazione pervenuta dall'Italia. L'Ambasciata d'Italia ad Islamabad, in stretto coordinamento con la Farnesina, continua a seguire la questione da vicino e sta mettendo in atto le necessarie misure per facilitare il ritorno in Italia, una volta completate le formalità richieste».

La vicenda

L'incubo per Farah sembrerebbe dunque volgere alla sua conclusione, anche se ovviamente resteranno per sempre le scorie di una vicenda terribile. La ragazza pakistana è cresciuta a Verona ed è stata vittima di una brutale violenza inflittale dall'oscurantismo paterno: strappata dal fidanzato dopo essere rimasta incinta, è stato portata con l'inganno nel suo paese d'origine e costretta ad abortire. Nelle scorse ore, grazie al'intervento anche dell'autorità italiane, è stata liberata dalle forze di polizia pakistane a Islamabad. 

La giovane 20enne il 17 maggio era riuscita a contattare il suo fidanzato rimasto a Verona ed alcune compagne di scuola, inviando loro messaggi con esplicite richieste d'aiuto, dopo essere rientrata in possesso del suo cellulare che inizialmente le era stato sottratto dai suoi aguzzini. Il ragazzo è anch'egli di origine pakistana, adottato da una famiglia veronese e pertanto cittadino italiano a tutti gli effetti.

Farah gli ha inizialmente riferito di essere rientrata in Pakistan perché si era fidata dei suoi familiari, ma una volta giunta in patria ha rivelato di essere stata tenuta a forza legata per otto ore consecutive, venendo costretta ad abortire. Infine la svolta, il suo ritrovamente da parte della polizia e i primi contatti con l'ambasciatore italiano in Pakistan, Stefano Pontecorvo, al quale Farah avrebbe esplicitamente chiesto: «Fatemi rientrare subito in Italia».

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