Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Segregata in Pakistan e costretta ad abortire. Farah è stata liberata

Si troverebbe al sicuro insieme a dei rappresentanti delle autorità italiane dopo l'intervento delle forze di polizia pakistane a Islamabad

Farah è libera. La ragazza pakistana cresciuta a Verona portata con l'inganno nel suo paese e costretta ad abortire è stata liberata dalle forze di polizia pakistane a Islamabad e si troverebbe al sicuro insieme a dei rappresentanti delle autorità italiane, come riportato da Ansa.

La giovane 20enne ieri, 17 maggio, aveva inviato un messaggio vocale al suo fidanzato, un ragazzo di origine pakistana ma adottato da una famiglia veronese e quindi cittadino italiano. Gli ha raccontato di essere tornata in Pakistan perché si era fidata dei suoi familiari, ma che una volta arrivata è stata tenuta legata per otto ore e poi costretta ad abortire.

Il viaggio in Pakistan è avvenuto a febbraio. Farah aveva detto che sarebbe tornata nel giro di una settimana e invece per mesi non si è fatta più vedere né sentire. Poi qualche settimana fa i primi messaggi di aiuto alle amiche, inviati via Whatsapp. Il suo caso è stato seguito dalla Digos ed è stato chiesto l'impegno anche del Ministero degli Esteri, perché la giovane temeva per la sua vita.

Ora i suoi giorni di segregazione sono finiti.

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