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Revisioni "di favore" per i camion, arresti e denunce: coinvolta anche Verona

L'operazione Ghost inspections ha preso il via da Ferrara e ha toccato poi oltre 30 province: 7 le misure cautelari eseguite, 216 le persone denunciate, mentre oltre 350 mezzi pesanti saranno sottoposti a revisione straordinaria

 

Nella mattinata di lunedì 12 ottobre, i finanzieri del Comando Provinciale di Ferrara e gli agenti della Polizia di Stato di Ferrara, Sezione Polizia Stradale, hanno eseguito 7 ordinanze di custodia cautelare, di cui 3 in carcere e 4 agli arresti domiciliari su disposizione del Gip di Ferrara. Ad entrare nel carcere dell’“Arginone” sono stati 2 dipendenti della Motorizzazione Civile di Ferrara e il titolare di un’agenzia di pratiche auto del capoluogo.
Ai domiciliari, invece, sono finiti 4 imprenditori: 2 della provincia di Ferrara, 1 di quella di Bologna ed 1 della provincia di Rovigo, tutti attivi nel settore del trasporto merci. Sono complessivamente 216 le persone indagate per i reati di corruzione, falso e abuso di ufficio nell'operazione Ghost inspections. L’indagine avrebbe portato alla luce l’esistenza di un disegno criminoso in atto da anni finalizzato a garantire, dietro pagamento di somme denaro (fino a 350 euro per pratica) a favore di funzionari pubblici, il buon esito delle procedure di revisione di autocarri e rimorchi che, in condizioni normali, non avrebbero mai potuto superare le verifiche annuali obbligatorie perché privi dei requisiti tecnici richiesti. A fungere da intermediario tra gli attori era il titolare di un’agenzia di pratiche d’auto di Ferrara.

Gli investigatori hanno accertato che più di 350 veicoli non sono mai transitati dalle linee di controllo, e sono al vaglio le posizioni di ulteriori 270 mezzi pesanti che indipendentemente dagli accertamenti, saranno segnalati per la revisione straordinaria.
Sono questi gli esiti di una articolata e complessa investigazione coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Ferrara, Andrea Maggioni e condotta in perfetta sinergia operativa dagli uomini della Polizia Stradale e della Compagnia Guardia di Finanza della città estense. L’attività info-investigativa, attraverso controlli mirati su strada da parte degli agenti della Polizia Stradale e dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Ferrara, avrebbe avvalorato l’iniziale ipotesi delittuosa integrata dalle dichiarazioni di alcuni testimoni.

Sulla base degli indizi raccolti, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ferrara, ipotizzando reati contro la pubblica amministrazione, co-delegava le due Forze di Polizia all’esecuzione di approfondite indagini, disponendo l’esecuzione di intercettazioni telefoniche ed ambientali, oltre all’installazione di telecamere presso la sede della Motorizzazione Civile. Le immagini acquisite avrebbero consentito di verificare che le anomalie riscontrate sarebbero state il frutto di un congeniato sistema illecito, basato sulla corruzione di funzionari e imprenditori per facilitare i collaudi e le revisioni. Le numerose registrazioni acquisite agli atti delle indagini, avrebbero immortalato il profitto del reato, ovvero il denaro nascosto all’interno dei documenti o delle classiche “bustarelle” che le parti si scambiavano durante le operazioni di controllo dei mezzi.

Tra i “favori” che i dipendenti della Motorizzazione facevano alle ditte di autotrasporto in cambio di denaro era anche la possibilità di anticipare o posticipare di diverse settimane la prenotazione della revisione. Il rodato meccanismo illecito scoperto era ormai noto anche alle ditte di autotrasporto fuori dall’Emilia-Romagna. Alla Motorizzazione Civile di Ferrara venivano sottoposti a revisione automezzi provenienti da tutta Italia, con la certezza che, con alcune centinaia di euro, era possibile “comprare” le verifiche anche in presenza di gravi inefficienze di tipo meccanico o elettrico (sistemi frenanti non idonei o non completamente efficienti, usura degli pneumatici oltre gli standard consentiti, malfunzionamento dell’impianto luci ecc.).

Le riprese video effettuate dagli investigatori, oltre a svelare il giro di denaro e di favori, avrebbero consentito di fotografare la spregiudicatezza con cui, in molti casi, venivano occultate le carenze al sistema frenante o agli pneumatici dei veicoli, consentendo la circolazione su strada di mezzi non sicuri. Oltre alle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip, il dottor Vartan Giacomelli, l’autorità giudiziaria inquirente ha disposto che gli agenti della Polizia Stradale e i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Ferrara eseguano il sequestro delle carte di circolazione degli oltre 350 automezzi individuati nel corso delle indagini, i quali verranno tutti sottoposti a revisione straordinaria. I mezzi provengono da oltre 30 province italiane, tra cui quella di Verona. 

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