Scoperta agenzia veronese che vendeva cittadinanze italiane a brasiliani

Sul libro paga avrebbe avuto un dipendente del Comune vercellese di Crescentino che vagliava e approvava le pratiche per la concessione della cittadinanza, la quale veniva a costare 4mila euro

(Foto di repertorio)

Con il coordinamento della Procura di Vercelli, i poliziotti del capoluogo piemontese hanno bloccato un gruppo criminale che gestiva un giro d'affari illegale da 600mila euro legato al rilascio di false cittadinanze italiane in favore di cittadini brasiliani. Il reato ipotizzato è associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e ad averlo commesso sarebbero stati quattro cittadini, rinchiusi ora agli arresti domiciliari. Mentre sarebbero 74 i brasiliani denunciati per falso ideologico in atto pubblico, come riportato da Ansa.

Le indagini sono partite lo scorso aprile ed, oltre al comune vercellese di Crescentino, hanno coinvolto anche a Verona. Proprio nel territorio scaligero aveva sede l'agenzia che in pratica vendeva la cittadinanza italiana ai cittadini brasiliani al prezzo di 4mila euro. Chi pagava otteneva alloggio e assistenza a Crescentino, ma soprattutto otteneva i documenti necessari per avere la cittadinanza attraverso discendenze da parenti italiani. Il tutto veniva controllato e approvato dal pubblico ufficiale dell'anagrafe di Crescentino, il quale sarebbe stato nel libro paga dell'agenzia veronese insieme ad un altro dipendente del Comune di Crescentino.
I quattro arrestati sarebbero appunto i due dipendenti comunali e i capi dell'agenzia veronese, la quale aveva anche altri collaboratori poi denunciati.

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L'operazione, denominata Premium, è nata dalle segnalazioni dell'ufficio immigrazione della questura vercellese, la quale aveva notato a Crescentino una presenza insolitamente numerosa di cittadini brasiliani.

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