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Ex Ulss 22, lettere di sollecito ai lavoratori: "Chi paga gli errori di conteggio?"

A chiederselo sono i consiglieri Bassi e Barbisan di Centro Destra Veneto, che hanno presentato un'interrogazione: "L’auspicio è che sia fatta chiarezza e che, nel caso sia confermato l’obbligo di restituzione, possa essere concessa una rateizzazione del dovuto"

Ottocento lettere di sollecito inviate dall’Ex Ulss 22. Il caso non è circoscritto solo a Villafranca e Bussolengo, ma riguarda più strutture del Veneto. Sono i dipendenti delle Aziende Ospedaliere, Aulss e Ipab regionali, alcuni dei quali già in pensione, a dover restituire le indennità percepite in modo errato in busta paga?”. La domanda viene dai Consiglieri Andrea Bassi, Fabiano Barbisan di ‘Centro Destra Veneto - Autonomia e Libertà.

“In questi giorni – spiegano – come riporta il giornale L’Arena del 21 ottobre, centinaia di dipendenti ed ex dipendenti, alcuni di questi già in pensione delle Aziende Ospedaliere scaligere, hanno ricevuto una raccomandata con la richiesta di rimborsi di denaro per errori nei conteggi della busta paga. Richieste, in molti casi, che arrivano a parecchie migliaia di euro per persone, cifre spesso decisamente superiori allo stipendio mensile percepito. Ciò che viene imputato sono la mancanza del rispetto di un accordo sindacale di turnazione stipulato nel 2007 e le indennità percepite per il lavoro effettuato durante le festività infrasettimanali”.

“Episodi analoghi - sottolineano i consiglieri – sono stati denunciati da noi il mese scorso, e riguardano anche Aulss e Ipab del Veneto. Gli errori non sono stati commessi dai lavoratori ma da chi pianificava i turni, caposala o capireparto. Nell'erogare la busta paga poi, chi di competenza non ha verificato il rispetto di tale accordo e ha predisposto i pagamenti in modo errato. Un doppio errore quindi, fatto dai responsabili”.

Nell'interrogazione presentata il 28 settembre 2017 - proseguono i Consiglieri - si pongono all'attenzione della Giunta Regionale tali errori chiedendo se, ancora una volta, devono essere i lavoratori a pagare di tasca propria errori interpretativi del contratto di lavoro o se le responsabilità devono ricadere su chi deve vigilare per la corretta applicazione del contratto di lavoro e degli accordi sindacali”.

“L’auspicio – concludono Andrea Bassi e Fabiano Barbisan - è che sia fatta chiarezza e che, nel caso sia confermato l’obbligo di restituzione, possa essere concessa una rateizzazione del dovuto e che, soprattutto, si adeguino i metodi e/o i programmi di compilazione delle buste paghe in modo che simili e spiacevoli episodi non possano più accadere in futuro”.

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