Cronaca Centro storico / Corso Cavour

Verona. Evasore libanese finisce nei guai perché tradito dai social network

L'uomo ostentava un altissimo tenore di vita, ma non dichiarava nulla al Fisco. Avrebbe percepito ricavi per oltre 1,5 milioni di euro, omettendo di versare anche 280.000 euro di Iva

Sono stati i social network a tradirlo: foto postate su Facebook lo ritraevano a bordo di auto di lusso e durante svariati eventi mondani in giro per l'Italia. A un anno dai primi accertamenti, le Fiamme Gialle hanno concluso anche una serie di indagini finanziarie relative ai conti correnti dell’uomo d’affari libanese ma residente a Verona il quale, di fatto, svolgeva la propria attività tramite una stabile organizzazione costituita in Italia, ossia una sede fissa di affari di una società, solo sulla carta, libanese. La localizzazione della sede della società in Libano, di cui l’imprenditore è socio e vicedirettore, era solo un artificio costruito al fine di non pagare in Italia le tasse derivanti dall’attività commerciale. I conti correnti hanno rivelato come l’imprenditore libanese abbia percepito, dal 2011 al 2013, ricavi per oltre 1,5 milioni di euro, omettendo di versare anche 280.000 euro di Iva, non dichiarando mai nulla al Fisco, pur sfoggiando un elevato tenore di vita sui social networks. Oltre a dover restituire all’Erario tutte le imposte non pagate, è scattata per l’imprenditore anche una denuncia per evasione fiscale alla Procura della Repubblica di Verona.

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