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Guardia di finanza, in un anno recuperati 534 milioni evasi a Verona

I dati dell'ultimo anno di operazioni e controlli a margine delle celebrazioni del 239esimo anniversario: stanati 42 evasori totali. E poco meno della metà dei commercianti ha avuto guai con gli scontrini

Tempo di bilanci per la guardia di finanza di Verona, che oggi ha festeggiato il 239esimo anno dalla sua fondazione. Un messaggio, a firma del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha puntualizzato, ancora una volta, che le Fiamme Gialle hanno "rappresentato nel tempo un  fermo ed affidabile punto di riferimento per la collettività nazionale ed essenziale presidio a difesa della legalità”, evidenziando che il Corpo “svolge un ruolo di fondamentale importanza ai fini del funzionamento del sistema produttivo del Paese, concorrendo direttamente e indirettamente al suo sviluppo attraverso il contrasto di molteplici e differenziate forme di reato: dalle frodi all’evasione fiscale, dal riciclaggio di denaro ai traffici illeciti, dall’immigrazione clandestina alla criminalità organizzata, dalla corruzione all’uso indebito di risorse pubbliche”.

EVASIONE - Proprio nella lotta al sommerso i militari veronesi hanno raggiunto obbiettivi encomiabili ma non meno preoccupanti: nel solo 2013 sono stati recuperati oltre 534 milioni di euro sul fronte dell’evasione fiscale internazionale, attuata attraverso condotte che vanno dalla fittizia residenza all’estero alle stabili organizzazioni non dichiarate, da pratiche di transfer pricing a sofisticate manovre elusive. Sono cifre impressionanti che riguardano il territorio veronese. Soprattutto tenendo presente che il dato totale della guardia di finanza in tutto il Triveneto è di 994 milioni di euro e 559 evasori totali e paratotali. Verona quindi, costituirebbe da sola più della metà dell'evasione di tre regioni del Nord.

Sul fronte del contrasto all’economia sommersa, a Verona, sono stati individuati 42 evasori totali. Di particolare interesse la scoperta, nel mese di febbraio di un vero e proprio studio dentistico abusivo gestito da un odontotecnico e da un medico compiacente, entrambi denunciati alla Procura per esercizio abusivo della professione medica e altri reati. I controlli in materia di scontrini e ricevute sono stati 1961 ed il 40,5 percento è risultato irregolare. Sono invece 114 i lavoratori in nero o irregolari scoperti e 55 i datori di lavoro verbalizzati.

L’azione contro i patrimoni accumulati illecitamente trova riscontro nei sequestri, già eseguiti, su 11 milioni e 600mila euro, e in quelli proposti alla magistratura, pari a 21 milioni e 500mila euro, oltreché nel numero di persone che hanno confessato e ammesso le proprie colpe: anche qui sono stati recuperati quasi 8 milioni di euro. Tra le operazioni di maggior rilievo c'è il sequestro “per equivalente” di immobili, terreni e quote societarie per cinque milioni di euro, partito a gennaio e arrivato fino agli scorsi giorni. Nei guai sono finiti due imprenditori responsabili di un gigantesco sistema di frode finalizzato all’evasione dell’Iva, nel settore del commercio dell’acciaio.

Da inizio anno sono stati verbalizzati anche cinque responsabili di frodi per oltre 310mila euro che hanno indebitamente beneficiato della cassa integrazione. Inoltre, sono dieci i “falsi poveri” che hanno beneficiato di prestazioni sociali agevolate. Con riferimento a sprechi ed irregolarità nell’amministrazione pubblica, le Fiamme Gialle di Verona hanno condotto due interventi accertando danni all’Erario per 11mila euro.

ANTIMAFIA - Il contrasto al mercato dei capitali “sporchi” è stato sviluppato attraverso dodici indagini di polizia giudiziaria che hanno permesso l’individuazione di quasi sette milioni di euro oggetto di riciclaggio di denaro contante e titoli, da e verso l’estero. Simbolo della lotta alla criminalità organizzata e ai reati che spesso le si associano, è stata l'operazione antiriciclaggio condotta a maggio nei confronti di uno studio legale di Verona. I militari sono riusciti a contestare violazioni amministrative in materia di obblighi di verifica della clientela e di segnalazione di operazioni sospette. I responsabili rischiano una maxi multa di un milione di euro.
Inoltre, sono stati denunciati 17 responsabili di reati bancari, finanziari, societari e fallimentari.

DROGA - Le indagini antidroga hanno portato al sequestro di quasi tre chili di sostanze stupefacenti, di cui un chilo e 300 grammi di cocaina, quasi un chilo di eroina, oltre 350 grammi tra hashish e marijuana e 300 di altre droghe. Gli spacciatori e i trafficanti arrestati nel corso dell'anno sono stati 21. In particolare la Finanza ha arrestato cinque persone per traffico internazionale di stupefacenti. Il blitz, scattato nel mese di febbraio come epilogo dell’operazione “Pippo” avviata nel dicembre 2011, ha permesso di smantellare un’organizzazione criminale dedita al traffico di cocaina che operava tra Santo Domingo, Verona, Secondigliano e Ischia. Un corriere della droga proveniente da Santo Domingo è stato invece fermato all’aeroporto di Villafranca mentre stava tentando di introdurre sul territorio nazionale un carico di un chilo e 300 grammi di cocaina.

L’attività a contrasto del mercato del falso e a tutela del "Made in Italy" e del consumatore, ha portato, infine, al sequestro di prodotti contraffatti o insicuri, per oltre 36mila pezzi.

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