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Evasione fiscale e bancarotta, 2 imprenditori in manette: perquisizioni nel Veronese

L'operazione “Corporate Viel”, condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Cittadella, ha portato al sequestro di 28 immobili per un valore complessivo di 3.6 milioni di euro

 

È scattato all'alba di giovedì l'atto conclusivo dell'operazione “Corporate Viel” della Compagnia della Guardia di Finanza di Cittadella, con 35 militari che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Padova, nei confronti di due imprenditori (P.P. di anni 61 e Z.A. di anni 57, residenti nel trevigiano) indagati, insieme ad altri 5 soggetti, in relazione ai reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e sottrazione fraudolenta dal pagamento delle imposte.
Sono state eseguite inoltre anche 7 perquisizioni nei confronti degli indagati e dei luoghi nelle loro disponibilità, nelle province di: Padova (il capoluogo, Abano Terme e Campo San Martino), Treviso (il capoluogo, Loria, Castello di Godego e Castelfranco Veneto), Verona (il capoluogo, Villafranca di Verona e Sona) e Venezia (Mirano). 

L'attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, avrebbe consentito di acquisire un importante quadro probatorio a supporto, oltre della misura cautelare personale, anche di quella reale, tanto da porre sotto sequestro ben 22 immobili (del valore complessivo di circa 3 milioni di euro), che fanno parte di un complesso immobiliare e sottratti dalla procedura fallimentare, nonché altri 6 immobili sui quali è stato apposto il vincolo cautelare a garanzia di debiti erariali per oltre 600.000 euro. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e subito sottoposti a sequestro anche 12 mila euro in contanti e un Rolex.

L’attività̀ è scaturita dalle indagini condotte dalla Compagnia di Cittadella nei confronti di 3 società, di cui 2 G.E.I.E. (Gruppo Europeo di Interesse Economico) di diritto maltese, e una SRL operanti nel settore della costruzione di edifici residenziali. Le complesse attività di polizia economico-finanziaria hanno messo in luce un indebito utilizzo dell’istituto del G.E.I.E., entità giuridica di diritto europeo composto da società di due Paesi europei che non ha scopi di lucro e che ha la finalità di consentire ai propri membri di sostenersi a vicenda nella realizzazione di progetti imprenditoriali, attraverso il quale venivano schermati i patrimoni dalle procedure concorsuali e/o di recupero erariale.
Infatti, con tale modus operandi il gruppo criminale aveva conferito al GEIE A. i 22 immobili (ora sequestrati) della società Z. SRL, nel frattempo fallita. Il GEIE A., a seguito dell’avvio di un’attività ispettiva nei suoi confronti da parte dell’Agenzia delle Entrate, li aveva poi trasferiti a sua volta al GEIE E.. I due dominus del sistema fraudolento si avvalevano di altri 5 soggetti, 3 dei quali a loro legati da vincoli di parentela, i quali collaboravano nella gestione del patrimonio immobiliare sottratto alle procedure di recupero.

Proprio il non genuino scopo dell’operazione immobiliare architettata da P.P., Z.A. e dai relativi familiari e/o collaboratori non è passata inosservata agli investigatori: analizzando i contratti e i conti correnti, è stato appurato che gli indagati avrebbero, in buona sostanza, ceduto solo formalmente i beni a due GEIE e a colui che ne era formalmente l’amministratore, mentre in realtà continuavano ad avere un potere di ampia gestione diretta del patrimonio immobiliare e anche dei relativi proventi derivanti dal loro sfruttamento economico.

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