rotate-mobile
Cronaca Stazione / Piazzale 25 Aprile

Evade dai domiciliari dopo una lite con la moglie: "Mandatemi in carcere"

Scappato dalla pena detentiva, si presenta agli agenti della Polfer, chiedendo di essere messo in cella. Ma l'Autorità Giudiziaria lo rispedisce a casa e i poliziotti gli sequestrano il documento d'identità

Un curioso episodio si è verificato nel pomeriggio di giovedì, quando un uomo originario dell'est Europa è evaso dagli arresti domiciliari e si è presentato agli agenti della Polizia Ferroviaria di Verona Porta Nuova chiedendo di tornare in carcere. 
L'uomo, un 30enne, deve scontare all'incirca ancora un anno e mezzo di arresti domiciliari per una serie di reati, in particolar modo furti. Agli uomini della Polfer, piuttosto sorpresi per questa situazione, ha spiegato che non ne poteva più di scontare la pena in casa: aveva appena litigato con la moglie e di ritornare sui suoi passi non ne voleva sapere. L'evaso ha raccontato agli agenti tutte le vicissitudini, le bollette, i problemi con i figli piccoli, i litigi con la compagna, ma non è bastato ad ottenere il risultato sperato.
L'Autorità Giudiziaria infatti ha disposto che il 30enne fosse ricondotto alla sua abitazione, con gli agenti che, per precauzione, gli hanno ritirato il documento di identità valido per l'espatrio, così da scoraggiare nuovi tentativi di abbandono del focolare domestico. 

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Evade dai domiciliari dopo una lite con la moglie: "Mandatemi in carcere"

VeronaSera è in caricamento