Esposto in procura della Cgil «a tutela dei lavoratori» sull'inquinamento da Pfas

L'esposto presentato nella mattinata di venerdì 11 gennaio dalla Cgil mira a «tutelare gli oltre 500 lavoratori che nei decenni si sono alternati all'interno dell'azienda Miteni»

L'ingresso dell'azienda di Trissino Miteni - immagine d'archivio

Nella mattinata di oggi, venerdì 11 gennaio, la Cgil ha depositato un ampio esposto alla Procura della Repubblica di Vicenza, ora nelle mani del procuratore capo Antonino Cappelleri, in merito all'annosa questione dell'inquinamento da Pfas. Il fenomeno che, nel corso degli anni, ha interessato la provincia vicentina e parzialmente quelle di Verona e Padova, è arrivato a coinvolgere una popolazione stimata in oltre 300 mila persone.

In particolare, l'oggetto della segnalazione è nello specifico il "caso Miteni". La richiesta del sindacato rivolta alla magistratura è infatti quella di valutare se, nell’ambito dalla vicenda che coinvolge l’industria chimica trissinese, siano stati eventualmente commessi reati quali «l’omicidio colposo, le lesioni personali colpose, fino alle violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro».

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Così si sono espressi all'Ansa i responsabili della Cgil berica: «Con questa azione legale contro i vecchi e gli attuali vertici dell'industria, si vogliono tutelare gli oltre 500 lavoratori che nei decenni si sono alternati all'interno dell'azienda Rimar/Miteni di Trissino». In aggiunta, secondo quanto riportato da VicenzaToday, il segretario confederale della Cgil Gianpaolo Zanni ha spiegato inoltre che «se dalle carte dovessero emergere possibili responsabilità penali da parte degli enti regionali che non avrebbero vigilato correttamente, non avremo problemi a procedere con altri esposti in sede penale».
   

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