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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Eroina in zona Stadio, banda di 27 pusher sgominata

Operazione congiunta di carabinieri e vigili per smantellare il traffico di droga: sette arresti

L’operazione congiunta di carabinieri e polizia municipale, per ripulire zona Stadio e Palladio dallo spaccio di eroina, sembra aver portato, in un anno di indagini, ai risultati sperati. Ieri mattina si è conclusa la seconda parte di “Quartiere sicuro” che, da gennaio 2010, ha portato all’identificazione di 27 pusher nordafricani, perlopiù clandestini in Italia, dei quali sette finiti dietro le sbarre per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Decine e decine anche i consumatori “abituali”, alcuni stranieri ma per la maggior parte veronesi, segnalati agli uffici della Prefettura. Centinaia le dosi di eroina che venivano venduta tra i 25 e i 35 euro e che passavano dalle mani di Mohamed Ali, 21 anni, Anis, Mouhamed Ali e Walid Ayari, rispettivamente 27, 25 e 30 anni, Monder Kalid e Saleh Maklouf, 22, e Mohamed Hasni Naoui, classe 1980. Su di loro gli occhi puntati delle forze di polizia, che ieri hanno fatto scattare le manette in diversi punti della città.

Come in molti casi di droga la segnalazione è partita direttamente dai residenti della zona, che, stanchi degli assembramenti di individui poco raccomandabili nei locali del Palladio, si sono rivolti agli uffici di polizia del quartiere. Da lì sono partiti i servizi congiunti di militari e vigili che hanno accerchiato, con appostamenti e pedinamenti in borghese, il complesso residenziale tra via Albere e via Palladio, vero crocevia di eroina della città. Nel corso della prima fase, da marzo dell’anno scorso, le indagini hanno portato all’arresto di sei cittadini di origine tunisina e marocchina per spaccio di droga, altri due denunciati e tre fermati perché clandestini. Avevano scelto come base logistica quattro locali del quartiere che nel corso delle indagini sono stati colpiti dal provvedimento di sospensione temporanea dell’attività.


Gli indizi maggiori hanno fato convergere gli sforzi degli agenti al bar “Le Torri” e al Punto Snai di via Albere, al bar “Champagne" di via Sansovino e all’Admiral di via Longhena. La seconda fase, terminata ieri mattina, ha sgominato completamente l’intera banda di pusher nordafricani: “In questi mesi ci siamo dati da fare per raccogliere prove e indizi e dimostrare il reato continuato e il concorso- commenta il maggiore Filippo Melchiorre del Comando provinciale dei carabinieri-. Nonostante fossero tutti pregiudicati e senza regolare permesso di soggiorno, la pena per spaccio di piccoli quantitativi di droga si aggira sui due o tre anni che, in base alla legge, non porta alla detenzione in carcere. Con il reato di ‘concorso’ invece il discorso cambia e la condanna viene raddoppiata a seconda dei casi”.

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