Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Veronetta / Via Venti Settembre

Fuma eroina in auto davanti alla pattuglia: pusher e cliente finiscono in manette

I carabinieri si stavano immettendo in via XX Settembre nel corso di un normale servizio di controllo e prevenzione della microcriminalità, quando hanno notato l'italiano e il libanese in auto davanti a loro

La lotta al traffico di sostanze stupefacenti continua a tenere occupate le forze dell'ordine, anche questa volta impegnate in un'operazione che ha preso corpo nel quartiere di Veronetta. Una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Verona stava uscendo da vicolo Lungo per immettersi in via XX Settembre nel pomeriggio di domenica, quando si è fermata ad osservare l'auto che aveva di fronte, parcheggiata sul lato destro della carreggiata. 
Alla guida della Fiat Bravo c'era un italiano e seduto sul lato passeggero un magrebino: il guidatore, sotto gli occhi dei militari, in quel momento ha abbassato la testa, come se dovesse sniffare della cocaina o fumare dell'eroina, mentre il suo compare metteva un involucro bianco nel vano portaoggetti situato dietro alla leva del cambio. Il pacchetto poi è stato subito preso dall'italiano, che lo messo nella tasca del proprio giubbotto. 
Per i carabinieri era sufficiente per poter intervenire, così si sono diretti verso il veicolo perquisendo subito i due uomini. Non appena rinventuo l'involucro nella tasca del compare, il magrebino ha iniziato a correre in direzione di vicolo Storto: al suo inseguimento si è subito lanciato un militare che, dopo averlo inseguito per via XX Settembre, vicolo Storto e via Trezza, è riuscito a raggiungerlo in via Murari Padri, dove è arrivato anche l'altro collega, che nel frattempo aveva messo l'italiano "al sicuro" nell'auto di servizio. A questo punto i militari hanno percorso la strada fatta di corsa dal magrebino per accertarsi che non avesse buttato nulla per terra, dopodiché hanno accompagnato entrambi in caserma. 

I due sono stati trovati complessivamente in possesso di 5 pezzi di eroina pura in sasso, per un peso di 19 grammi totali. Ogni dose era custodita all'interno di un pezzo di cellophane. I carabinieri hanno rivenuto inoltre anche un bilancino di precisione e 190 euro in banconote di piccolo taglio, mentre sul tappetino dell'auto, nel lato del conducente, c'era un piccolo quantitativo di stupefacente, della stagnola e un cartonicino utilizzati per fumarla: scoperta che conferma quindi l'impressione iniziale avuta dagli uomini dell'Arma, quando hanno notato l'italiano sul veicolo con la testa abbassata. 
Nel corso dei successivi interrogatori, entrambi gli individui hanno continuato a lanciarsi accuse: T.R., originario della Libia e classe 1983, ha semplicemente affermato che la droga non era sua, che non era stato trovato in possesso di nulla di illegale e che non aveva fatto niente; ma M.M., classe 1986 e italiano, spontaneamente ha confessato ai carabinieri di aver contattato il libico qualche ora prima per acquistare dell'eroina e che lui stesso gli aveva proposto di accompagnarlo in giro per la città a fare delle consegne in cambio dello stupefacente, concludendo che la dose che aveva consumato davanti ai militari gli era appena stata ceduta proprio da T.R..
Entrambo quindi sono finiti in manette con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti: dai successivi accertamenti poi sono balzati fuori tutti i precedenti del libico (10 arresti per spaccio e detenzione di stupefacenti), mentre l'italiano è risultato incensurato. In mattinata quindi il gip ha convalidato gli arresti, disponendo i domiciliari per M.M. e i la custodia in carcere per T.R..

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