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Cronaca

Eroina da iniettare prima di lezione, 20 minori coinvolti

Operazione "Fashion" dei carabinieri di Caprino: 5 pusher arrestati. Spacciavano davanti alle scuole

Si iniettavano l’eroina prima di andare a scuola, e a volte saltavano le lezioni per girovagare con i pusher e sballare tutta la mattina. Sono almeno 20 i minorenni, tutti d’età compresa tra i 15 e i 17 anni, entrati nella cerchia dei clienti di 5 spacciatori arrestati ieri mattina dai carabinieri di Caprino Veronese. Tutti pregiudicati per detenzione e smercio di droga, che avevano trovato terreno fertile presentandosi quotidianamente davanti gli istituti scolastici superiori della Valpolicella e del centro di Verona. Il maggior via vai è stato constatato nelle immediate vicinanze delle scuole per parrucchieri dell’hinterland veronese. Da lì il nome dell’operazione, ribattezzata “Fashion”. “Ben presto- spiega il capitano Enrico D’Amato, comandante della Compagnia di Caprino- il traffico dei cinque si è esteso, a macchia di leopardo, su altri istituti scolastici scaligeri. Dal liceo al tecnico industriale, fino al professionale. Abbiamo appurato che i ragazzi erano agganciati dai pusher prima della campanella d’inizio e alla fine delle lezioni. A volte saltavano completamente la giornata scolastica per spostarsi e girovagare per le vie del centro o nei quartieri periferici della città, come Cadidavid, con i loro fornitori”.

A far partire l’operazione è stata una semplice segnalazione della madre di una quindicenne della Valpolicella, che, nelle tasche del giubbino della figlia, aveva ritrovato un sacchettino con una piccola dose di polvere di cui non conosceva provenienza e tipologia. Si era rivolta così ai carabinieri, facendo scattare le indagini su “Fashion” che hanno portato all’arresto di tre italiani e due stranieri, tutti residenti in centro città. In manette due fratelli, Michele e Alex Pani, 19 e 23 anni, Fabio Palma, 20, Jasar Bairami, originario del Kosovo di 20 anni, e Erekie Kutivadze, georgiano 33enne, già in carcere dal giugno scorso per un arresto, ad opera della Squadra Mobile, in piazza Pradaval, dove era stato sorpreso mentre iniettava eroina nel braccio di un’adolescente. “Avevano messo in piedi un traffico con clienti ‘affezionati’ che fruttava numerosi contatti tramite il passaparola- continua D’Amato-. Proprio per questo non si limitavano ad una specifica scuola superiore ma rifornivano assiduamente gli studenti nei molti istituti del comprensorio scaligero”.


Dalle testimonianze raccolte dai carabinieri sono arrivate diverse identificazioni. Almeno venti minorenni, arrivati in caserma accompagnati dai genitori. Nelle famiglie, spiegano i militari, regnava l’incredulità. Non sospettavano, non sapevano, non volevano crederci. Nessuna segnalazione dai presidi e dagli insegnanti che, nonostante le ripetute assenze degli studenti, non avevano manifestato il benché minimo dubbio. “Alcuni adulti- conclude D’Amato- sono arrivati addirittura ad accusarci di avere inventato tutto, non si sa bene per quale ragione”.

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