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Energia: uno studio Arpav anticipa il futuro

Energia: uno studio Arpav anticipa il futuro

Energia: uno studio Arpav anticipa il futuro

Fonti rinnovabili e caratteristiche del territorio per pianificare gli interventi in materia d'ambi

Arriva a corredo della pubblicazione dei primi dati sul Piano energetico la presentazione in Provincia dell’assessore all’Ambiente, Fabio Venturi, con i dirigenti dell’Arpav, Giancarlo Cunego e Giampoalo Fusato e la partecipazione dell’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto. Uno studio che è stato presentato un volume dedicato a tutte le fonti rinnovabili, e non, presenti sul territorio, che “fotografa i bisogni nell’area a più alto consumo energetico del Veneto”.

Un piano che ha preceduto la seconda parte degli interventi, in cui si programmeranno e pianificheranno più nel dettaglio gli interventi strutturali per ottimizzare l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e il conseguente graduale miglioramento della qualità dell’ambiente. Precisa Venturi: ”Questa prima parte è l’analisi della situazione. Da qui il termine ‘fotografia’ che riguarda le peculiarità socio-economiche di cui è necessario tener conto e il consumo. Da qui prenderemo le necessarie misure per la seconda parte, più strutturale e delicata in cui si metterà l’ipoteca di quello che sarà il futuro dell’energia veronese nei prossimi dieci anni”. A fornire supporto e innovazione al progetto è la caratura di “primo piano energetico veneto”, che, come precisa lo stesso assessore regionale Coletto “servirà come punto di partenza e spunto ideale per promuovere la stessa iniziativa in tutto il territorio del nord est. C’è un coordinamento finalizzato a migliorare l’ambiente veronese e c’è già una proposta di piano approvato dalla Giunta regionale. L’iniziativa è della massima importanza perché cercherà di limitare l’impatto ambientale di ogni soluzione energetica”.

A risaltare nello studio Arpav è il fabbisogno energetico che per il 54 percento serve al comparto produttivo, mentre il 27 percento è assorbito dal terziario, che come precisa l’ingegnere Cunego dell’Arpav, è sintomo di un benessere “che si rivela in controtendenza con la grave congiuntura economica degli ultimi tempi. Significa che il Veronese è in grande fermento, non è una provincia immobile. Con questa analisi si svilupperanno gli scenari e le ipotesi di incremento delle più appropriate tecnologie compatibili alle caratteristiche del territorio: energia solare termica e fotovoltaica, da biomasse, eolica, geotermica. Il bilancio energetico provinciale è in stretta relazione con il livello di inquinamento. Ridurre il consumo significa diminuire l'impatto ambientale, ed è per questo che proponiamo l'utilizzo di fonti rinnovabili. La raccolta dei dati, aggiornati al 31 dicembre 2007, ci ha permesso di localizzare con precisione tutti gli impianti di produzione di energia del territorio”.
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