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Scarse piogge ed emergenza siccità in Veneto. L'Adige è il punto più critico

Da ottobre 2016 a marzo 2017 in media cadono 350 millimetri di pioggia. Ne mancano 170 millimetri che difficilmente saranno recuperati. E la Regione affronta il problema

Le previsioni del tempo avevano indicato per questi giorni precipitazioni anche nel veronese. Sono fenomeni consueti per la stagione primaverile, dove il meteo è generalmente variabile con tendenza al bel tempo. Quelle non consuete sono state le stagioni che hanno anticipato questa primavera. L'autunno e l'inverno sono stati particolarmente poveri di piogge. Ce ne siamo accorti tutti, ma ieri, 4 aprile, la situazione è stata certificata in Regione anche dai dati dell'Arpav: da ottobre 2016 a marzo 2017 in media cadono 350 millimetri di pioggia, ma ne mancano 170 millimetri, che difficilmente saranno recuperati da precipitazioni sovrabbondanti in primavera o dallo scioglimento della scarsa neve caduta nelle montagne.

In due parole: emergenza siccità. È stato questo il tema dell'incontro convocato ieri dall'assessore regionale alla protezione civile Gianpaolo Bottacin e dall'assessore regionale all'agricoltura Giuseppe Pan. Insieme ad Arpav è stato fotografato il momento attuale e si è cominciato a parlare di provvedimenti da prendere nel breve e nel medio periodo per l'uso dell'acqua nelle case e in agricoltura.

E il momento attuale è preoccupante. L'acqua nelle falde è scesa ai minimi storici degli ultimi 20 anni e anche i fiumi sono in sofferenza. E il corso d'acqua che rappresenta il punto più critico è proprio l'Adige. La sua scarsa portata e la risalita del cuneo salino alla foce sono rumorosi campanelli d'allarme e per questo la Regione prevede l'attivazione di un tavolo di confronto con le province autonome di Trento e Bolzano per concordare la gestione di questa risorsa idrica.

"La legge impone che in caso di carenza idrica sia salvaguardato prima l'impiego idropotabile poi quello agricolo, ed è quello che stiamo facendo - ha commentato l'assessore Bottacin - Stiamo lavorando per venire in aiuto degli acquedotti che sono già in difficoltà. I grandi serbatoi idroelettrici vanno sfruttati al minimo e anche se si registreranno precipitazioni, non potrebbero comunque risolvere il problema a breve. Serve quindi la pianificazione più pragmatica e scientifica possibile rispetto alle diponibilità".

"Per quanto riguarda il mondo agricolo, bisognerà capire anche come comportarsi in tema di assicurazioni", ha aggiunto l'assessore Pan.

La Regione che continuerà a monitorare la situazione intanto ha previsto campagne di sensibilizzazione sull'uso dell'acqua, soprattutto nei confronti degli operatori agricoli; misure di contingentamento dei prelievi irrigui in base alle effettive e diversificate necessità bacino per bacino, che verranno individuate d’intesa con Consorzi di bonifica veneti e l'indicazione ai gestori dei serbatori idroelettrici di trattenere i volumi corrispondenti alla riduzione delle competenze agricole.

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