Emergenza coronavirus: Coldiretti Verona porta cibo in aiuto degli animali nei circhi

Avvenuta la prima consegna di cibo in soccorso degli animali bloccati nei circhi

Secondo quanto si apprende da una nota di Coldiretti Verona, la prima consegna di cibo in soccorso degli animali per il circo di Elvio Togni, fermo per l’emergenza coronavirus a Sommacampagna, è avvenuta questa mattina. Coldiretti Verona, spiega la nota, «si è fatta parte attiva nel rispondere agli appelli del circo che non lavorando si trova in difficoltà a sfamare due elefanti, sedici cavalli e tre grossi tori. Si tratta di una parte degli animali della realtà rimasta in Italia, per il blocco delle frontiere, anziché essere all’estero per una serie di impegni».

Oggi la prima consegna da parte di Coldiretti di una partita di verdura (coste) invendute e quindi inadatte alla commercializzazione, scarto di un’azienda agricola veronese conferitrice al mercato ortofrutticolo. «Portare cibo agli animali del circo significa aiutare le famiglie di artisti circensi che non possono lavorare per il blocco forzato degli spostamenti e degli spettacoli dei circhi. Gli animali necessitano tutti i giorni di prodotti anche agricoli per essere sfamati, per questo stiamo lavorando ad altre forniture», evidenzia Giorgio Girardi, responsabile settore ortofrutta di Coldiretti di Verona.

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«Sotto i tendoni delle carovane italiane - rivela sempre la nota di Coldiretti relativamente ai dati Censis - si trovano tigri, leoni, cammelli, elefanti, ippopotami, cavalli, asini, cani, struzzi, giraffe, rinoceronti e zebre. In tutta Italia sono almeno settanta le realtà attive che portano avanti una tradizione antica di secoli con la gestione di quasi duemila animali che vanno accuditi tutti i giorni. La situazione del mondo dello spettacolo viaggiante, non più florida da anni, - si legge infine nella nota di Coldiretti - è diventata drammatica con l’emergenza coronavirus a causa dell’impossibilità a lavorare, con la perdita di ogni tipo di introiti ma con la necessità di continuare a sostenere gran parte delle ordinarie spese di gestione, comprese quelle per gli animali che solo per il mangiare costano oltre 2,7 milioni di euro all’anno».

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