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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Edilizia, un decreto per la tutela professionale

Sicurezza e qualit per garantire al cittadino la conformit delle prestazioni

Il 6 maggio scorso si è riunito il Consiglio direttivo del comitato unitario permanente degli Ordini e Collegi professionali alla quale hanno partecipato anche i presidenti (o delegati) delle professioni di area tecniche (architetti, angegneri, geologi, geometri, periti industriali) per un esame sul processo di semplificazione delle procedure in materia edilizia che aveva soppresso, per tutti gli interventi di manutenzione straordinaria degli edifici, l’intervento del professionista tecnico abilitato.

“Durante l’iter della conversione in legge del decreto– afferma il Presidente del CUP, Giancarlo Franchini- questa pericolosa e incomprensibile norma è stata, per fortuna, emendata dalla commissione della Camera e pertanto, con ogni probabilità, il nuovo testo ripristinerà l’obbligo di chiamata di professionista abilitato. Quest'ultimo, attraverso una relazione tecnica con allegati gli opportuni elaborati progettuali, dovrà garantire la conformità dei lavori agli strumenti urbanistici approvati, ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non preveda il rilascio del titolo abilitativo. Si trattava e si tratta di difendere, non un interesse professionale 'corporativo', ma la collettività dei cittadini, le loro sacrosante esigenze soprattutto di sicurezza dell’opera, di qualità e di conformità della medesima alle norme ambientali e urbanistiche".

Continua Franchini: "Ben vengano le semplificazioni e le liberalizzazioni, ma non a scapito del cittadino, il quale ha il diritto di vedere soddisfatte queste esigenze, non soltanto quando costruisce la casa, ma anche quando ne modifica la struttura interna”.

Il Cup nasce per contrastare il disegno di soppressione degli Ordini e Collegi, che, pur bisognosi di una radicale riforma, sono una garanzia per il cittadino, che deve potersi avvalere di persone competenti e, quindi, di prestazioni di qualità. Ma il Cup ha dato anche ai due milioni di professionisti intellettuali (100mila nel Veneto, 15mila a Verona) una rappresentanza unitaria che intende far pesare la sua forza nel confronto per la soluzione di problemi, convinto che il coinvolgimento del mondo delle professioni intellettuali arricchisca il dibattito e colmi un vuoto che non ha più ragione di esistere. In questo quadro che le Professioni Intellettuali, rappresentate dal Cup, si propongono alle Amministrazioni Locali (Provincia e Comuni) per l’avvio di un confronto e di una collaborazione permanenti su questi ed altri problemi.

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