Ucciso un ibis eremita: "Veneto al primo posto in Italia per bracconaggio"

Mirko Prevedelli, Primo Dirigente e Coordinatore del Nucleo di Vigilanza Earth di Verona, commenta duramente l'episodio avvenuto nel vicentino che ha portato alla morte di un esemplare di specie protetta

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeronaSera

"Con l'abbattimento dell'Ibis eremita di cinque anni a Vicenza, in migrazione dall'Austria per raggiungere l'Oasi di Orbetello, il Veneto passa al primo posto fra le Regioni con il più alto tasso di bracconaggio in Italia".
Mirko Prevedelli Primo Dirigente e Coordinatore del Nucleo di Vigilanza Earth di Verona commenta così il vile atto di bracconaggio effettuato quasi sicuramente da qualche cacciatore locale.
"Il Veneto - continua Prevedelli - sta diventando il parco dei divertimenti per bracconieri, dove l'uccisione di ogni specie protetta sta diventando un luogo comune. L'Ibis eremita ucciso a Vicenza - spiega Prevedelli - già estinto in Europa, è stato reintrodotto grazie al progetto Waldrapp, finanziato con i soldi dei cittadini europei, con 2.179.000 euro. L'Ibis eremita è un uccello migratore molto grande, nero e con un becco ricurvo lunghissimo, mi chiedo - continua Prevedelli - come sia mai possibile scambiarlo per una specie cacciabile. L'uccisione di questo animale è stato un atto di crudeltà e a confermarlo sono state le radiografie che hanno confermato la presenza di pallini di piombo".
I pochi controlli sul territorio e la drastica diminuzione della vigilanza volontaria stanno portando il Veneto e anche la provincia di Verona indietro negli anni quando la legge considerava la fauna selvatica Patrimonio di Nessuno.
"Fino a quando - continua Prevedelli - la regione continuerà a proporre leggi a favore dell'attività venatoria e non investirà nulla su chi invece deve controllare, questi fatti accadranno sempre più di frequente. Mi auguro che la Provincia richieda l'immediata riconsegna dei tesserini venatori al fine di accertare chi stesse esercitando l'attività venatoria in quell'ambito al fine di iscrivere sulla lista degli indagati il responsabile o i responsabili".

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