Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Una normativa regola l'uso dei droni in città: multe salate per i trasgressori

I cosiddetti "aeromobili a pilotaggio remoto" prendono sempre più piede anche nel veronese ma forse non tutti conoscono le regole per poterli utilizzare senza incorrere in sanzioni

Definiti in gergo "aeromobili a pilotaggio remoto", in quanto comandati a distanza con l'utilizzo di telecomando, i droni risultano essere sempre più diffusi all'interno delle provincia scaligera ma anche in questo caso il loro utilizzo è regolato da precise normative, di cui non tutti forse sono a conoscenza. 
Questi dispositivi permettono di eseguire scatti e filmati da punti di vista altrimenti irraggiungibili e per utilizzarli al massimo delle loro capacità, occorre l'autorizzazione rilasciata da Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Il fenomeno però, pur essendo in rapida espansione, deve ancora radicarsi: il giornale L'Arena riporta le dichiarazioni di Luca Falco della MediaDronFly, il primo veronese ad ottenere l'autorizzazione prima citata il 27 maggio scorso: "I droni vengono per lo più autoprodotti, utilizzando gli appositi kit: al proprietario, infatti, spettano le saldature, i collegamenti audio e video e tutto l’aspetto del collaudo - ha affermato Falco sulle pagine del giornale scaligero -. Il costo di un apparecchio può variare molto, dai mille ai 20mila euro, a seconda della telecamera che si decide di installare e del numero di motori. Un modellino può pesare dai due ai 25 chili, ma i più utilizzati ne pesano otto: in caso di caduta, inevitabilmente provocherebbe un grave danno. Ecco perché è vietato utilizzarlo sopra i centri urbani e le persone". 
Per ottenere tale autorizzazione che consente di pilotare un drone a 150 metri dalle zone abitate, occorre un patentino di volo, una visita medica aeronautica e più dieci ore di sperimentazione in aree considerate sicure. Per passare al livello successivo e avere il permesso di pilotare un dispositivo sopra centri abitati, ma unicamente con la delimitazione e lo sgombero della zona interessata, occorre essere in grado di guidare lo schianto a terra del velivolo in avaria. 
Sempre sulle colonne de L'Arena, Falco poi prosegue: "Bisogna sempre mantenere il contatto visivo con l’apparecchio: per questo, nonostante i segnali radio siano garantiti fino a 2mila metri di distanza dal pilota, i droni possono spingersi fino al limite massimo di 150 metri d’altezza e fino a 500 metri di distanza. Per chi non rispetta la normativa, le sanzioni sono pesanti: da 50mila a 100mila euro a chi viene sorpreso senza assicurazione e da 200 a mille euro a chi non ha con sé i manuali, di volo e di manutenzione, la patente e tutta la documentazione necessaria al momento del volo". 

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