Droga e prostituzione minorile in pieno centro storico. Baby squillo a 15 anni

Gli incontri avvenivano in pieno centro storico, appena uscita di casa e dopo essersi trovata con degli amici per scambiarsi bustine probabilmente contenenti sostanze stupefacenti. Come riferito anche da L'Arena, il fenomeno tra le teenagers pare essere sempre più diffuso

Una nuova vicenda di prostituzione minorile che coinvolge giovani ragazze veronesi, è emersa in questi ultimi giorni. A darne notizia il quotidiano L'Arena che riporta la testimonianza diretta di un investigatore privato, impegnato nel pedinamento di una 15enne che dopo la scuola era solita offrirsi a numerosi clienti per pochi euro.

E la ragazzina in questione non è certo un caso isolato, come si può facilmente dedurre da diversi altri episodi che recentemente hanno portato alla luce storie e situazioni a detta di molti davvero allarmanti. Questa volta ad insospettirsi degli atteggiamenti sopra le righe della nipotina è stata una zia settantenne. Nella borsa della giovane aveva rinvenuto trucchi, tacchi a spillo e vestiti decisamente poco consoni alla sua età.

Da ciò dunque l'idea di rivolgersi ad un investigatore privato, il quale in seguito a giorni di pedinamento è riuscito a ricomporre il quadro: fuori di casa la 15enne si ritrovava in centro città insieme ad altri amichetti. Dopo essersi scambiati buste che con ogni probabilità contenevano sostanze stupefacenti, la ragazzina con indosso abiti succinti e visibilmente truccata, attendeva l'arrivo di auto che in serie la caricavano e dopo un po' di tempo la riportavano nello stesso luogo.

La sua non è affatto una storia isolata, anzi quel che oramai pare essere decisamente probabile è che tra le teenagers veronesi, il fornire prestazioni sessuali a sconosciuti per una ventina d'euro, sia un comportamento piuttosto diffuso. Il problema resta sempre lo stesso: come trattare un fenomeno simile? Di chi è la responsabilità? Che ruolo hanno nell'ambito di simili vicende i genitori all'interno di famiglie benestanti e considerate "normali"? E soprattutto, perché non rovesciare la questione e cominciare ad interrogarsi sul fatto che per una baby squillo in città, esistono decine di clienti pronti a comprare i favori di una 15enne? Questioni spinose e fastidiose, sulle quali non smettono di riflettere psicologi e sociologhi, ma che forse meriterebbero maggiore attenzione da parte di tutti. 

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