Il cane Falko scopre la droga nascosta sul tetto: pluripregiudicato in manette

Vicino ai comignoli aveva occultato 3,6 kg di hashish, tra i quali anche dell'olio, così quando i carabinieri hanno fatto irruzione in casa sua subito non sono riusciti a trovarli ma in loro soccorso è arrivata l'unità cinofila

Un indagine "vecchio stile" quella condotta dai carabinieri del Nucleo operativo e Radiomobile della compagnia di Legnago, guidati dal luogotenente Mauro Tenani, che ha portato all'arresto di un pluripregiudicato, invischiato ancora una volta nel traffico di sostanze stupefacenti. 
L'attività investigativa coordinata dal sostituto procuratore Bianca Rinaldi, si è basata sui cosidetti "metodi tradizionali", fatti di informazioni recepite dai militari grazie alla loro capillare presenza sul territorio e conseguenti appostamenti, che hanno permesso di portare alla luce l'attività di spaccio di Mohammed Jabri, nato in Marocco nel 1975 e residente a Bonavigo, già sottoposto all'obbligo di firma per reati inerenti al mondo della droga. 

Grazie alle informazioni raccolte, i carabinieri hanno potuto fare irruzione nell'abitazione di via Giovanni XXIII alle 6 del mattino di giovedì, aiutati dall'unità cinofila della stazione di Torreglia (PD), che poteva contare sulla presenza del cane Falko, arrivato al suo ultimo giorno di "lavoro" dopo 8 anni di onorato servizio. Il continuo viavai di gente dalla casa ha convinto gli uomini dell'Arma che Jabri, disoccupato, nascondesse ancora quantitativi importanti di stupefacente: tesi che verrà infine confermata.
Il controllo è stato esteso all'intera abitazione, disposta su due piani, e anche all'esterno di questa. I primi risultati però non sono stati confortanti per gli investogatori ma il nervosismo del marocchino e lo stato di agitazione del cane li hanno convinti che qualcosa gli stava sfuggendo. Falko, un esemplare di labrador, continuava a puntare in direzione del tetto e quando i carabinieri sono saliti sulla copertura hanno capito che il loro fido amico aveva ancora una volta ragione: nei pressi del basamento di un comignolo infatti, è stato rinvenuto un primo involucro contenente circa 600 grammi di hashish, suddivisi già in diverse porzioni tra le quali due di olio di hashish
Questo ritrovamento ha convinto i militari a concentrare i loro sforzi sulla copertura e i risultati sono arrivati. Vicinio al camino posto sulla sommità del tetto, era nascosto un involucro contenente circa 3 chili di "fumo", diviso in blocchi da circa 500 grammi l'uno. Le tavolette tra l'altro riportavano loghi diversi, certificando in questo modo la diversa provenienza della droga. 
Tutto lo stupefacente trovato avrebbe frutto a Jabri almeno 70000 euro, secondo le prime stime, e si suppone che oltre alla zona della Bassa Veronese, fosse destinato anche alle province limitrofe di Vicenza, Padova, Rovigo e Mantova. 

Gli uomini capeggiati dal luogotenente Mauro Tenani e dal maresciallo capo Roberto Zanoli, hanno tratto subito in arresto il marocchino colto in flagranza di reato e lo hanno trasportato al carcere di Montorio, dove è rimasto anche dopo l'udienza di convalida come disposto dal giudice. 

Fondamentale quindi ancora una volta la presenza del cane Falko, che nel suo ultimo giorno di servizio è dovuto salire sul tetto di un'abitazione (cosa non così scontata per l'animale) per portare a compimento l'ennesima operazione di una brillante "carriera". Falko aveva già collaborato con la compagnia dei carabinieri di Legnago comandata dal capitano Lucio De Angelis, in occasione dell'operazione "Mar-kuss", che si svolse nel 2015 nella zona della Bassa e nei porti Genova e Livorno, consentendo di recuperare 100 chili di hashish destinati alla zona.   

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