Droga a scuola, la vera piaga l'ignoranza degli studenti

Nel mirino dei carabinieri la scarsa preparazione su danni e sanzioni e i bassi costi per le dosi

Droga a scuola, la vera piaga l'ignoranza degli studenti
Il dato sul consumo e l’abuso di droga è certificato dai numerosi blitz di carabinieri e polizia nelle scuole: una preoccupante fetta di giovani e giovanissimi, soprattutto tra 16 e 17 anni, fa uso di sostanze stupefacenti che vanno dall’hashish all’eroina. L’ultimo allarme è stato lanciato da Giovanni Serpelloni, responsabile del dipartimento Politiche antidroga del governo ed ex direttore dei Sert veronesi, che qualche giorno fa aveva presentato i dati preliminari dell’inchiesta sulle acque reflue degli istituti scolastici italiani. Dal report di Serpelloni è emerso che Verona appare ai primi posti della classifica sulla concentrazione di sostanze stupefacenti.

Complici sarebbero le cattive compagnie e il basso costo sul mercato delle singole dosi. Non esiste più, secondo le tesi dei carabinieri, la fase ascendente dei prezzi: i costi del "grammo" si aggirano tra i 30 e i 40 euro e perciò molto abbordabili. Per questo motivo, al momento del passaggio "al mondo dell'illegalità", i giovani sarebbero propensi ad investire i soldi in droghe pesanti e letali come l'eroina. In più, quello che appare altrettanto chiaro, in riferimento alle scuole scaligere, è che a farla da padrone, pesante o leggera che sia, è l’ignoranza degli studenti sugli effetti che può portare l’abuso di droga. Non nasconde il rammarico il maggiore del Comando provinciale dei carabinieri, Filippo Melchiorre, nel sostenere questa tesi: “Purtroppo- spiega Melchiorre- entrando nelle scuole settimanalmente per le lezioni propedeutiche sulla cultura della legalità, ci rendiamo conto dell’alta impreparazione dei giovani studenti in materia di normative e sanzioni penali e, specialmente, sui danni fisici che l’abuso di droga può provocare attaccando il sistema nervoso centrale”.

Secondo l’Arma le informazioni per tenere lontano da eroina e hashish i minorenni non mancherebbero, ma sarebbero vincolate ad una scarsa permeabilità tra adulti e ragazzi. “Il minorenne- continua Melchiorre- è attratto da altri tipi di informazioni e senza una buona capacità di destarne l’attenzione gli effetti potrebbero essere devastanti. Fortunatamente le lezioni propedeutiche stanno già portando qualche buon risultato. Durante i colloqui a scuola abbiamo notato che è possibile stimolare la curiosità dei ragazzi grazie anche al contatto diretto con l’operatore di polizia. Nella maggior parte dei casi ne escono intimoriti e preoccupati. Proprio per questo gli incontri rappresentano un buon deterrente”.
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