Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Santa Lucia e Golosine / Via Giovanna Murari Brà

Uccise la moglie e tentò di uccidere il figlio. Condannato a 13 anni e 4 mesi

Per Giancarlo Righetti, 64enne pensionato, è arrivata la sentenza con rito abbreviato. L'uomo non riusciva più a sopportare il contesto familiare, con la moglie non autosufficiente e il figlio autistico

È stata una dei due tragedie familiari avvenuti in quella maledetta domenica, 6 marzo 2016. A San Massimo una donna anziana aveva tentato di uccidere il marito allettato a causa di un ictus. E mentre i militari erano impegnati in questo intervento arrivò una seconda chiamata, un caso simile avvenuto in via Murari Bra, in zona Golosine: un uomo aveva ucciso la moglie, anche lei allettata, ed era convinto di avere ucciso anche il figlio autistico. Quando i carabinieri entrarono in casa sua lo trovarono coperto di sangue, perché l'uomo aveva tentato anche il suicidio con lo stesso coltello che aveva usato per i suoi familiari.

Un dramma della disperazione. Sia l'uomo, Giancarlo Righetti, 64enne pensionato, che il figlio Davide di 36 anni si salvarono. Fu lo stesso protagonista della vicenda a spiegarne le ragione. L'uomo non riusciva più a sopportare il contesto familiare che si era creato, con la moglie non più autosufficiente per colpa di un ictus e il figlio autistico

La sua disperazione è stata ribadita anche durante il processo che si è svolto con rito abbreviato e che si è concluso ieri, 15 febbraio. Come scrive Laura Tedesco sul Corriere di Verona, Giancarlo Righetti è stato condannato a 13 anni e 4 mesi di reclusione, al termine dei quali dovrà passare altri 3 anni in una casa di cura. All'uomo è stata riconosciuta la parziale incapacità di intendere di volere al momento dei fatti.

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