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Dpcm 3 dicembre, cosa vuol dire «fortemente raccomandato»? Sono possibili le sanzioni?

L'espressione «fortemente raccomandato» contenuta nel Dpcm corrisponde a un obbligo o a un divieto? Se non si rispetta la raccomandazione, si rischiano conseguenze o sanzioni?

Avevamo già trattato in precedenza l'argomento, ma trascorsi quasi due mesi è forse bene riprenderlo, dopo tutto si sa...repetita iuvant. Tanto più che con l'entrata in vigore dell'ultimo Dpcm firmato il 3 dicembre, le «forti raccomandazioni» del Governo sono divenute una componente essenziale del nostro quotidiano, ancor più che ad ottobre scorso quando per la prima volta il tema era stato affrontato. Cosa vuol dire esattamente l'espressione «fortemente raccomandato» ai sensi del Dpcm? E, soprattutto, il contenuto di una «forte raccomandazione» si distingue formalmente da un obbligo o da un divieto? Può conseguire cioè una sanzione da parte delle forze dell'ordine nel caso in cui una persona non rispetti una «forte raccomandazione» indicata nel Dpcm? Vediamo di capire come stanno le cose.

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Le tre principali «forti raccomandazioni» nel Dpcm del 3 dicembre 2020

Anzitutto analizziamo quelle che sono le tre fondamentali «forti raccomandazioni» stabilite dal Dpcm in vigore, salvo proroghe, fino al prossimo 15 gennaio 2021. La prima «forte raccomandazione» riguarda l'uso della mascherina per proteggere le vie respiratorie e contrastare la propagazione del virus, in particolare l'uso della mascherina all'interno delle abitazioni private. Quando si è all'esterno di casa propria, infatti, vige l'obbligo di «avere sempre con sé» la mascherina e l'obbligo di indossarla «nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all'aperto», salvo che  quando sia «garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi». Ma che succede quando invece si è a casa propria e si ricevono persone non conviventi? È a questo punto che il Dpcm, sempre all'Art. 1 comma 1, introduce una «forte raccomandazione», cioè non più un obbligo, ma come vedremo poi, qualche cosa di simile ad un'esortazione rivolta ai cittadini: «È fortemente raccomandato l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi».

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La seconda «forte raccomandazione» contenuta nel Dpcm si riconnette a doppio filo con quella appena citata, poiché riguarda per l'appunto la circostanza del ricevimento in casa propria, cioè in un'abitazione privata, di persone non conviventi. Premessa necessaria: l'Italia è suddivisa in tre zone di rischio, la gialla, l'arancione e la rossa. In quest'ultima, la zona rossa, è vietato ricevere a casa propria persone non conviventi, salvo che per «comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute». E questo, molto semplicemente, poiché le rigide restrizioni sugli spostamenti in zona rossa implicano che si possa uscire dalla propria abitazione solo per le tre ragioni eccettuative appena ricordate. Anche in zona rossa, dunque, se ho un parente non autosufficiente posso però derogare al divieto di spostamento per andare presso la sua abitazione, poiché in questo caso ricorre una «situazione di necessità», cioè il fatto di dovergli prestare assistenza.

Che succede però riguardo le visite e gli incontri di persone non conviventi nelle abitazioni private all'interno della zona arancione e della zona gialla? Ebbene, qui le cose cambiano parecchio: il Dpcm del 3 dicembre, infatti, non prevede un esplicito divieto di incontrare persone non conviventi nelle abitazioni private, bensì introduce appunto una «forte raccomandazione» che esorta i cittadini ad evitare tale tipologia d'incontri. L'Art. 1 comma 10 lettera n) del Dpcm, infatti, recita come segue: «Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza». Si è fatto un gran parlare di quante persone possano sedere a tavola per il pranzo di Natale a casa, ma il Dpcm in realtà non fissa alcun numero massimo, e questo proprio perché si limita semplicemente a «raccomandare fortemente» di non invitare a casa propria alcuna persona. Ciò significa che è vietato farlo? Ebbene, la risposta è no, poiché una «forte raccomandazione» non equivale né ad un obbligo né ad un divieto.

Vi sono però restrizioni, cioè divieti, sugli spostamenti anche in zona arancione ed in zona gialla, oltre naturalmente al "coprifuoco" che inizia dalle ore 22 fino alle 5 del mattino seguente tutti i giorni (con estensione alle ore 7 il primo dell'anno 2021). In zona arancione sussiste sempre il divieto di spostamento tra Comuni diversi anche interni alla propria Regione, pertanto non sarà possibile fare visita ad un amico o un parente nella sua abitazione privata se questa si trova al di fuori del mio Comune di riferimento, salvo che ricorrano le tre solite motivazioni eccettuative (lavoro, necessità, salute). Anche in zona arancione è però consentito fare visita, tra le ore 5 del mattino e le 22 della sera, cioè quando non è in vigore il "coprifuoco", ad un parente o amico che abiti nel mio stesso Comune, senza giustificazione alcuna e dunque senza dover compilare l'autocertificazione per gli spostamenti. Tale visita è «fortemente raccomandato» non farla, ma in ogni caso non sussiste alcun divieto e, pertanto, è possibile farla senza avere alcuna motivazione derogante un'ipotetica limitazione che sul punto, semplicemente, non esiste.

In zona gialla, non solo gli spostamenti all'interno del proprio Comune sono liberi da divieti, ma anche quelli tra Comuni diversi purché interni ad una zona gialla. Pertanto la visita a casa d'altri è sempre «fortemente raccomandato» non farla, ma è possibile e nell'arco di tempo tra le ore 5 e le 22 non vi è bisogno di motivazioni deroganti e quindi nemmeno dell'autocertificazione. Attenzione però, poiché l'ultimo Dpcm ed il decreto-legge connesso istituiscono ulteriori restrizioni alla mobilità a partire dal 21 dicembre 2020 fino al 6 gennaio 2021, quando saranno vietati gli spostamenti tra tutte le Regioni indipendentemente dal loro "colore", ma anche e soprattutto vietano gli spostamenti tra Comuni diversi anche interni ad una stessa Regione zona gialla nei giorni del 25, 26 dicembre 2020 ed il primo dell'anno 2021. Oltre a questo, val sempre la pena ricordare che un conto è una visita a casa, un altro è una festa in casa. Quest'ultima, si badi bene, è vietata. Lo stesso Art. 1 comma 10 lettera n) del Dpcm, infatti, stabilisce: «Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose».

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Connessa al tema degli spostamenti, vi è infine la terza «forte raccomandazione» contenuta nel Dpcm del 3 dicembre e che riguarda da vicino sia la zona arancione che la zona gialla (per quella rossa, come visto, il regime è molto più restrittivo). L'Art. 1 comma 3, dopo aver disposto il regime del "coprifuoco" tra le ore 22 e le 5, esteso alle 7 del mattino per il primo dell'anno, «raccomanda fortemente» che anche nella restante parte della giornata gli spostamenti avvengano solo in talune circostanze: «È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi». Giunti a questo punto, urge chiarire il significato di tale espressione: «fortemente raccomandato».

Cosa significa «fortemente raccomandato»

Per comprendere il senso di tale espressione, «fortemente raccomandato», a nostro avviso non esiste miglior strumento che la circolare ai prefetti firmata dal capo di Gabinetto del ministero dell'Interno, Dott. Bruno Frattasi, in data 27 ottobre 2020. La circolare faceve riferimento al Dpcm del 24 ottobre 2020, ma le indicazioni interpretative fornite circa l'espressione «fortemente raccomandato» non possono che essere considerate valide ufficialmente anche oggi, essendo rimasta tale espressione invariata pure nel Dpcm del 3 dicembre 2020. La circolare ai prefetti appena citata, chiarisce subito le cose, spiegando che all'interno del Dpcm «si rinvengono alcune nuove previsioni di contenuto esortativo, formulate in termini di raccomandazione, le quali, benché non correlate a sanzioni, intendono sollecitare l'adozione di comportamenti ispirati alla massima prudenza e al senso di responsabilità dei singoli».

Ora, vi sono già qui tutte le risposte che andiamo cercando: l'espressione «fortemente raccomandato» non vieta e non obbliga, bensì esorta. Proprio per questo le «previsioni» del decreto, cioè le indicazioni che il Dpcm prevede, se vengono formulate nei termini di «forti raccomandazioni» non sono correlate a sanzioni. Scegliere di rispettare il contenuto di una «forte raccomandazione» del Governo è certamente cosa auspicabile da parte di tutti e segno di senso civico e responsabilità da parte del singolo, ma resta il fatto che chi decida invece di non seguire tale esortazione, non è in alcun modo passibile di sanzione. Detto in breve, vi è facoltà di scelta.

La circolare ai prefetti del 27 ottobre affronta poi nel dettaglio, a titolo di esempio, sempre con riguardo proprio alle «forti raccomandazioni», sia il tema della mobilità personale, sia quello dell'incontro di persone non conviventi nelle abitazioni private. Così si legge nella circolare: «Rientra nel novero delle suddette previsioni l'articolo in epigrafe, con il quale viene fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto, pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi. Si fa presente che, trattandosi di raccomandazione, non occorre che le persone interessate ai suddetti spostamenti siano munite di autodichiarazione». Tale passaggio estremamente chiaro ed esplicito, può a tutti gli effetti ritenersi valido anche oggi in merito a quella che abbiamo in precedenza trattato quale «terza forte raccomandazione» del Dpcm del 3 dicembre 2020, vale a dire quella contenuta all'Art. 1 comma 3 del decreto.

Per chi avesse ancora dei dubbi, la circolare ai prefetti del 27 ottobre 2020 trattava direttamente anche il tema delle visite di persone non conviventi nelle abitazioni private. Di fatto la «forte raccomandazione» del Dpcm 24 ottobre 2020 [Art. 1 comma 9 lettera n)] e quella del Dpcm 3 dicembre 2020, è rimasta in merito la stessa. Si legge infatti nella circolare: «Tenuto conto della stringente necessità di prevenire la diffusione del virus, che può essere agevolata da contatti occasionali anche tra familiari non conviventi, e pertanto di adeguare i propri comportamenti, anche nella sfera privata, a un principio di massima cautela, viene raccomandato che nelle abitazioni private si eviti di ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza». Subito dopo la circolare ai prefetti ribadisce che in caso di comportamenti difformi alle «forti raccomandazioni» non sono possibili le sanzioni, e lo fa peraltro rivolgendosi esplicitamente alle forze dell'ordine: «Si ribadisce, a beneficio dell'attività degli organi accertatori, che le previsioni del Dpcm esplicitate in forma di raccomandazione non determinano, nel caso di comportamenti difformi, l'irrogazione di sanzioni».

Scarica la circolare capo di Gabinetto Ministero Interno - 27 ottobre 2020

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