Partiva anche dal Veneto traffico di sostanze dopanti scoperto dai Nas

L'attività investigativa dei carabinieri di Torino è stata coordinata dalla Procura del capoluogo piemontese ed era incentrata sul mondo delle palestre e dei bodybuilder agonisti

Foto generica di repertorio

Partiva anche dal Veneto, oltre che dalla Puglia e dalla Sicilia, il traffico di farmaci anabolizzanti ed altre sostanze dopanti scoperto dai carabinieri del Nas di Torino e reso noto ieri, 14 maggio, al termine di un'attività investigativa coordinata dalla Procura torinese e incentrata sul mondo delle palestre e dei bodybuilder agonisti.

Le indagini hanno portato ad indagare 32 cittadini e ad arrestarne 3. Complessivamente, però, sono 210 i soggetti coinvolti, tra cui 74 atleti agonisti, 11 titolari di palestre e 4 titolari di negozi di integratori, oltre a personal trainer e operatori della sicurezza. Tutti sono stati perquisiti e durante queste perquisizioni, oltre alle sostanze dopanti, sono stati sequestrati anche cinque chili di hashish e marijuana.

I reati ipotizzati sono: utilizzo o somministrazione di farmaci o altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, spaccio di sostanze stupefacenti del tipo nandrolone, ricettazione, esercizio abusivo della professione sanitaria, commercio e somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute pubblica e commercio di medicinali guasti o imperfetti.

Le maggior parte delle sostanze erano smerciate in modo illegale perché non commercializzabili in Italia. Alcune erano farmaci anabolizzanti, ottenuti senza la prescrizione medica, ma venivano acquistati anche medicinali destinati ad un uso veterinario.
Il commercio avveniva tramite social network. I primi contatti erano scambiati via Facebook e poi si perfezionavano le trattative tramite Telegram o Whatsapp. Alla fine della transazione, il pagamento avveniva tramite Postepay o Western Union.

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