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Accoltellata dall'ex per questioni familiari: il video dell'aggressione

La donna alla fine è stata salvata da un agente della Polstrada di passaggio, ma le immagini mostrano come nessuno dei presenti sia intervenuto in suo aiuto. E dalla Questura fanno sapere che nessuna chiamata è arrivata al 113

 

Ci sarebbe una situazione familiare difficile dietro l'aggressione avvenuta nella mattinata di martedì tra via Gianfranco Fedrigoni e viale Piave, poco prima delle 8 a Verona, che ha visto una donna classe 1987 essere portata in ospedale in codice rosso, mentre il suo ex compagno è stato condotto nel carcere di Montorio. 
Entrambi senza fissa dimora ed incensurati, circa due anni fa sono diventati genitori di una bambina, ma la loro relazione si è conclusa poco dopo. La madre attualmente aveva trovato un'occupazione proprio all'Hotel Leon d'Oro con una cooperativa, mentre già da poco prima del parto si era sistemata in una Casa Famiglia, dove possono accudire anche la piccola finché la madre è assente. L'uomo invece risulta ancora essere privo di un'occupazione e di una casa, e nella mattinata del 23 ottobre avrebbe atteso la ex nella zona del sottopasso di viale Piave, vicino al parcheggio dei dipendenti della vicina struttura: secondo quanto riferito dai carabinieri in conferenza stampa, il padre avrebbe voluto vedere la figlia, trovando però la resistenza della donna. 

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Da lì sarebbe scoppiato dunque il litigio, che ha portato l'uomo a perdere la testa. Dopo aver strattonato la ex lungo la strada (come mostra il video), avrebbe tirato fuori un coltello da cucina in ceramica e l'avrebbe colpita due volte, una al volto ed una al costato, fino a quando non è intervenuto Andrea Scamperle, l'ispettore della Polizia Stradale che stava andando al lavoro in questura, il quale ha compreso la situazione di pericolo ed è intervenuto. Sono bastate poche urla all'agente fuori servizio per far desistere l'aggressore nel proseguire nella propria azione, dopodiché si è allontanato. 
A quel punto è stato dato l'allarme. Sul posto sono arrivate le Volanti della polizia ed i carabinieri, che hanno subito preso in mano le indagini e inviato pattuglie in tutta la zona per chiuderla, nel tentativo di individuare immediatamente l'uomo. La vittima infatti, nonostante le ferite potenzialmente letali che hanno causato il ricovero in prognosi risevata al Polo Confortini, è riuscita a fornire il nome e la descrizione dell'ex compagno alle forze dell'ordine. 
Repentino ed efficace, il dispiegamento di forze nella zona di Porta Nuova non ha lasciato scampo all'uomo, che si è costituito nella Caserma Pastrengo, situata in via Salvo D'Acquisto, confessando l'insano gesto, ancora in possesso del coltello insanguinato. La vittima nel frattempo è stata soccorsa da Scamperle e da altre tre persone, che hanno cercato di tenerla sveglia fino all'arrivo del personale medico.

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Arrestato per aggressione e tentato omicidio, l'uomo è stato portato nel carcere di Montorio in attesa della direttissima, mentre i carabinieri indagano per comprendere se il gesto potesse o meno essere premeditato: nel suo passato non risultano esserci episodi di questo tipo o di altre violenze nei confronti dell'ex. 

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Sia l'Arma dei carabinieri, sia la questura sono invece d'accordo sul richiamare l'attenzione dei cittadini: le immagini fornite dai militari sono infatti abbastanza chiare e mostrano come nessuno sia intervenuto in aiuto della vittima, fino all'arrivo dell'agente della Polizia stradale. Forse la paura di incorrere in qualche guaio, o forse troppi presi dal traffico della zona, nessuno dei presenti ha avuto la prontezza di avvisare le forze dell'ordine o intervenire prima dell'arrivo di Scamperle, poi aiutato da due donne e un uomo. «È stato sufficiente che un uomo gli andasse incontro urlando perché si fermasse, altrimenti non sappiamo come la cosa poteva sfociare», ha detto poi il poliziotto. 

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