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La casa della donna e la merce ricevuta

La casa della donna e la merce ricevuta

Dai domiciliari, si fa spedire merce a nome di un avvocato senza pagarla

Gli acquisti li faceva online o via telefono e nel migliore dei casi pagava solamente una parte di ciò che si faceva inviare alla sua abitazione: ora la donna è stata rinchiusa in carcere per sostituzione di persona e truffa

Nel 2013 aveva avvicinato l'ammnistratore di un condominio e carpito la sua fiducia, dopodiché aveva svuotato l'appartamento in centro di una ricca signora con l'aiuto di complice, ma alla fine gli investigatori della Polizia di Stato erano risaliti ai due. Nel 2016 poi, in seguito ad altri episodi, era stata confinata agli arresti domiciliari e ora Giulia Bianconi, veronese di 46 anni, torna alla ribalta delle cronache. 

Tutto è partito da un controllo di routine eseguito dagli uomini della Squadra Mobile, che si sono diretti nella casa della donna per verificare che effettivamente stesse rispettando la misura cautelare. Una volta entrati nell'abitazione di lungadige Sammicheli, si sono trovati davanti ad un accumulo di pacchi inviati per posta e indirizzati ad un donna avvocato della città. A qul punto allora i poliziotti hanno verificato che sul campanello era stato affisso il nome dello stesso legale, che chiamato al telefono ha affermato di non sapere nulla della merce, ma di aver ricevuto comunicazioni da parte di persone che chiedevano i soldi di alcuni articoli che sarebbero stati spediti a suo nome. 
È scattata dunque l'indagine delle forze dell'ordine, che avrebbe permesso di scoprire come la 46enne avesse fatto i propri acquisti online o via telefono, pagandone nel migliore dei casi una piccola parte tramite Postepay o bonifico, utilizzando anche il nome di altre 2 persone a loro insaputa. 
Su richiesta della Procura, accolta dal Tribunale di Verona, nella mattinata di martedì è scattata dunque la misura cautelare del carcere per Giulia Bianconi, con le accuse di sostituzione di persona e truffa. 

Nella casa, dove la donna viveva da sola, sono stati trovati anche 9 gatti, affidati poi al Comune, mentre le indagini della Polizia proseguono. Resta da stabilire infatti quante siano le persone truffate e da quanto tempo questa attività andava avanti. 

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