Documenti falsi per attivare la Postepay: arrestato, è irregolare in Italia

I carabinieri sono intervenuti lunedì presso l'ufficio postale di Bussolengo, dove era stato segnalato un uomo in possesso di documenti di riconoscimento discordanti tra loro

I carabinieri di Bussolengo

Avrebbe cercato di attivare una Postepay utilizzando una carta d'identità falsa, per nascondere il fatto che si trovava irregolarmente in Italia. Così nel pomeriggio di lunedì 9 novembre, F.B.G., cittadino di origini senegalesi di 28 anni, è stato tratto in arresto dai carabinieri del comando della stazione di Bussolengo, dopo aver fornito le proprie generalità false e documenti d’identità palesemente contraffatti.

Il tutto sarebbe avvenuto nei pressi dell'ufficio postale di Bussolengo, dove i militari erano stati inviati dalla centrale operativa della compagnia di Peschiera del Garda, dove era stato segnalato un uomo che stava tentando di attivare una carta Postepay con documenti di riconoscimento discordanti tra loro. Arrivati sul posto, gli operatori hanno notato che la carta di identità e il permesso di soggiorno forniti dall’uomo, con generalità risultate diverse da quelle reali, riportavano due fotografie palesemente differenti, così hanno deciso di accompagnare in caserma l'individuo per gli accertamenti del caso. 

All’uomo è stato richiesto di compilare un apposito modulo relativo alle proprie generalità, nel quale inseriva i dati della carta di identità in suo possesso che, tuttavia, all’occhio attento delle forze dell'ordine appariva sospetta e priva degli elementi distintivi ed obbligatori dei documenti di riconoscimento, quali la filigrana, parte dei numeri identificativi e spaziatura.
Un sospetto, quello dei militari, che è stato poi confermato dall’inesistenza del documento negli archivi del Comune indicato quale Ente rilasciante e dalla successiva perquisizione personale del soggetto, risultato essere in possesso di un'altra carta d'identità con riportate diverse generalità, ovvero quelle a nome di F.B.G..

A quel punto il 28enne avrebbe confessato ai carabinieri di aver fornito generalità e documenti falsi, dichiarando poi il suo vero nome.
Il motivo per il quale aveva tentato di nascondere la sua vera identità, sarebbe emerso quando è stato appurato che il fermato si trovava illegalmente in sul territorio Italiano e che non aveva regolarizzato la sua posizione di soggiorno.

Ultimati gli accertamenti, F.B.G. è stato dichiarato in arresto e, come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica presso il tribunale di Verona, trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia di Peschiera del Garda sino all’udienza del rito direttissimo, che si è celebrata nella mattinata di martedì. Dopo la convalida del provvedimento, il giudice, a seguito di patteggiamento della pena, emetteva sentenza di condanna a 5 mesi e 10 giorni di reclusione con sospensione della stessa, disponendo che lo stesso venisse rimesso in libertà.

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