Vietati sport e passeggiate. Cani nelle aree più vicine. Il rettore Univr: «Rispettate chi ci cura»

Il sindaco Sboarina: «Restate a casa, il provvedimento vuole tutelare la salute pubblica evitando gli assembramenti. Il rettore dell'ateneo scaligero Nocini: «Non so quanto potremo ancora reggere. La battaglia non la vinciamo noi medici da soli, serve anche il vostro aiuto»

Da sx il rettore dell'Univr Pier Francesco Nocini, il sindaco di Verona Federico Sboarina e l'assessore alla Cultura Francesca Briani

Il sindaco di Verona nel consueto appuntamento con la stampa dedicato all'emergenza coronavirus, questa mattina venerdì 20 marzo, ha esordito ricordando il recente nuovo provvedimento preso per limitare la diffusione del contagio. Con l'ordinanza sindacale numero 18 siglata dal primo cittadino scaligero Federico Sboarina, è stato «vietato lo svolgimento di attività sportive e motorie, ivi comprese le passeggiate in luogo pubblico nel territorio comunale» e, oltre a ciò, è stato «limitato lo spostamento per la gestione degli animali domestici» per il «tempo strettamente necessario».

Da oggi e fino al 3 aprile, dunque, blocco su tutto il territorio comunale delle attività sportive e motorie, comprese le passeggiate, in luogo pubblico. E, limite negli spostamenti per la gestione degli animali domestici, con possibilità di circolazione in aree vicine all’abitazione dei proprietari nel raggio di 200 metri. L’ordinanza del presidente Zaia del primo pomeriggio ha infatti ridotto la distanza che, dal sindaco di Verona, era stata fissata in 400 metri. In presenza di più provvedimenti, si applica quello con le misure più restrittive, che sono cioè a maggiore salvaguardia della salute pubblica in relazione alla situazione dei singoli Comuni. Inoltre, si ricorda che la stessa ordinanza della Regione Veneto dispone la chiusura domenicale su tutto il territorio veneto, quindi anche Verona, dei supermercati. Restano aperte solo farmacie, parafarmacie e edicole.

Il video messaggio del sindaco di Verona Federico Sboarina

Il sindaco ha quindi motivato così le proprie decisioni: «Troppe persone lo scorso fine settimana erano in giro. Con questo provvedimento si concede la ibertà alle persone di uscire di casa solo per casi di stretta necessità, per andare al lavoro, a far la spesa o in farmacia, come peraltro già indicato dal Dpcm. Le mie ordinanze superano il Dpcm, ma non sono in contrasto con il decreto del governo, poiché ne seguono la ratio. Alla base del Dpcm c'è la volontà di evitare gli assembramenti. Tutto quel che stiamo facendo lo facciamo per tutelare quel bene supremo che è la salute». 

«Impedire completamente possibili assembramenti che si possono creare in città, è questo il senso del provvedimento. - ha quindi ribadito il sindaco Sbaorina - Dobbiamo ragionare in termini di comunità e non di singoli individui. Verona è arrivata oggi a 784 contagiati con un +66 casi di positivi, 41 terapie intensive (+2) solo negli ospedali di Borgo Roma e Borgo Trento. I numeri ci dicono che dall'inizio della settimana abbiamo avuto un incremento esponenziale dei contagi».

Il sindaco Sboarina ha fatto quindi il punto sulla situazione delle verifiche circa il rispetto dei divieti in città: «Continuano anche le operazioni di controllo, ieri in Basso Acquar, stamattina davanti alla Fiera, proprio per verificare che chi si sposta in auto abbia titolo per farlo e lo autocertifichi con l'apposito modulo. Il supporto dell'esercito vedrà nelle prossime ore un raddoppiamento delle pattuglie, queste sono le indicazioni dalla prefettura, e serviranno proprio per i controlli in strada negli appositi posti di blocco che faremo».

Il primo cittadino scaligero ha quindi rivolto un particolare messaggio ai giovani della città: «Voglio poi fare un particolare appello ai ragazzi e alle ragazze. Penso che loro ancor di più abbiano la possibilità di vivere meglio d'altri il proprio restare a casa. Dall'aperitivo virtuale, che io stesso ho sperimentato e ho trovato divertente, ma anche al giocare a "Trivial" online che è una cosa cui stiamo lavorando per renderla possibile. Ragazzi e ragazze, - ha ribadito il sindaco - è il momento di essere creativi». Una piccola nota poi il sindaco l'ha riservata alla decisione di illuminare con il tricolore Palazzo Barbieri: «Anzitutto non recatevi in piazza per farvi le foto perché è vietato, - incalza il sindaco - le foto le faremo quando tutto questo sarà finito e allora scriveremo "ce l'abbiamo fatta". Il mio vuole solo essere un messaggio di speranza, perché se tutti saremo responsabili presto torneremo ad essere la stupenda città accogliente che tutto il mondo conosce, con la nostra Arena, la casa di Giulietta e tutti gli altri nostri splendidi tesori».

Presente al punto stampa di oggi anche il rettore dell'università di Verona, nonché medico specialista in chirurgia maxilloffaciale, Pier Francesco Nocini: «Questo è un momento molto importante, ascoltate le parole del sindaco, - ha esordito il rettore Nocini - vi prego, è necessario ascoltare chi oggi vi guida, tutto il personale medico sta facendo il massimo negli ospedali e non solo, ma voi cittadini dovete aiutarci, perché non so quanto potremo ancora reggere, serve l'impegno anche di voi cittadini. Per tutti è un sacrificio restare a casa certo, - ha poi aggiunto il rettore dell'ateneo scaligero - il personale medico non è ancora al limite, ma ci sta arrivando, per questo dovete rispettare le regole così portare rispetto per chi sta curando le persone negli ospedali giorno e notte. Il nemico non si sa dove sia, è difficile da combattere. Rispettate le persone che stanno lavorando, tra di loro ci sono anche persone che si sono ammalate. Ascoltate le richieste del sindaco, rispettate le sue ordinanze e restate a casa. Il sindaco sta lavorando per il bene di tutti. Noi cureremo tutti, - ha quindi concluso il rettore dell'università di Verona Pier Francesco Nocini - dal 90enne al 20enne, ma voi cittadini dateci la possibilità di curarli nella maniera giusta. Ascoltate le parole del sindaco, vedo i colleghi in prima linea che sono molto stanchi, gli infermieri, il personale sanitario, sono tutti molto stanchi, vi chiedo di rispettarli, perché le cose potrebbero anche andare molto peggio».

Il sindaco di Verona Federico Sboarina, a chi chiedeva chiarimenti circa le nuove regole contenute nell'ultima ordinanza, ha quindi ribadito: «Bisogna restare a casa, non c'è un manuale per gestire la vita quotidiana. Bisogna restare a casa, si esce solo per far la spesa e non 7 volte al giorno, andare al lavoro, o in farmacia per casi necessari. La sintesi del nuovo provvedimento è molto semplice: restate a casa. Il cane non può essere uno strumento per fare decine di chilometri, mettersi magari d'accordo con altri proprietari e creare ancora assembramenti. Se uno ha l'area cani distante, può recarvisi, ma bisogna comunque andare a quella più vicina, far fare una rapida sgambata al cane secondo le regole e poi tornare a casa. Io non voglio che la nostra città arrivi a vedere quelle immagini che abbiamo visto a Bergamo e Brescia».

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Il rettore dell'università di Verona ha quindi presentato in conclusione il quadro complessivo dell'attuale situazione negli ospedali cittadini: «La situazione di Borgo Roma è al momento sotto controllo, - spiega il rettore Pier Francesco Nocini - però stiamo arrivando sulla linea rossa, per questo chiedo di rispettare le regole e così portare rispetto per il personale medico, infermieristico e sanitario tutto, farlo lavorare nel modo giusto. Già ora tutti i sanitari sono molto impegnati, fanno turni lunghi e faticosi. Pensate solo alle difficoltà di chi lavora direttamente all'interno delle "aree Covid-19", tra mascherine, camici per proteggersi, tutte cose che complicano molto il lavoro. È tempo che tutti quanti con serenità ci adoperiamo per aiutarci. La battaglia non la vinciamo noi medici da soli, siete voi cittadini che la vincete aiutandoci». Il rettore ha quindi ricordato che oltre all'emergenza coroanvirus, anche tutte le altre malattie continuano purtroppo a esistere: «Infarti ed altre problematiche gravi continuano a dover essere curate negli ospedali, per questo rischiamo, se non si limita il contagio, di trovarci in difficoltà anche nel curare e seguire quei pazienti affetti da patologie che non sono "Covid-19". Per questo è fondamentale non sovraccaricare troppo gli ospedali».

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