Cronaca San Michele / Via San Michele

«Affetto da disagio psichiatrico, sabato verrà scarcerato e finirà in strada»

È l'associazione no profit Sbarre di Zucchero a spiegare la complicata situazione di una famiglia, che vede la donna «ospite in una struttura» mentre «il marito con invalidità psichiatrica accertata all’80% (schizofrenico bipolare con episodi di autolesionismo) si ritroverà a girovagare e dormire per le strade delle città di Verona»

Le condizioni dei detenuti, dopo che questi hanno scontato la propria pena, vengono riportate alla ribalta delle cronache dall'organizzazione no profit Sbarre di Zucchero, che nei giorni scorsi aveva diffuso la notizia della morte di un 44enne a Montorio, spaventato da ciò che lo avrebbe atteso una volta tornato in libertà.

Questa volta l'associazione ha ricevuto il messaggio di una donna, «la signora Debora», che «congiuntamente al figlio», «si è rivolta a noi, autorizzandoci a diffondere il suo nome, nella speranza che le istituzioni si facciano vive per dare aiuto concreto al marito».

Giovedì infatti «Sbarre di Zucchero ha ricevuto una disperata richiesta di aiuto da parte della signora Debora, moglie di Gennaro, affetto da disagio psichiatrico, ancora per poco recluso nel carcere di Montorio Veronese». L'uomo infatti verrà scarcerato il 26 agosto «e finirà in strada».

«Ci spiega la moglie che la sua famiglia è attualmente senza dimora, lei è ospite in una struttura, ed il marito con invalidità psichiatrica accertata all’80% (schizofrenico bipolare con episodi di autolesionismo) si ritroverà a girovagare e dormire per le strade delle città di Verona», specificano dall'associazione.
«La signora Mosca da oltre 2 mesi sta chiedendo aiuto ai servizi sociali locali ed ai servizi psichiatrici che avevano in cura il marito, al fine di trovare una struttura adatta dove lui possa trovare sistemazione e cure necessarie, ma l’unica soluzione propostale è troppo onerosa per le sue attuali disponibilità economiche, per cui è totalmente impossibilitata a sostenere una spesa mensile di 600 euro (la differenza di 450 euro la metterebbero i servizi sociali) per una sistemazione nella quale il signor Gennaro dovrebbe procurarsi comunque da solo lenzuola, farmaci e tutto il necessario».

Sbarre di Zucchero torna quindi a parlare del problema dello stato di abbandono di alcuni detenuti che hanno terminato di scontare la propria pena: «A dimostrazione che il gravissimo problema di gestione e trattamento dei detenuti psichiatrici non finisce con l’espiazione della pena ma si amplifica soprattutto dopo la scarcerazione, lasciando nel dramma i familiari e rendendo le vie delle nostre città meno sicure, come successo pochi mesi addietro con l’omicidio della psichiatra Barbara Capovani, uccisa da un suo paziente, ex detenuto.
Premesso ciò, chiediamo con urgenza una presa in carico immediata della situazione del signor Gennaro agli organi preposti (servizi sociali comunali, regionali, Centro salute mentale) per evitare nuove tragedie».

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