Disagi sulla linea telefonica: professionista veronese chiede 35 mila euro di danni alla compagnia

Un consulente finanziario aveva cambiato l’indirizzo dello studio e richiesto il trasloco della linea, che sarebbe rimasta però disabilitata per due mesi, provocando, secondo la sua tesi, la perdita di numerosi clienti

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I disagi legati all’ambito della telefonia seppur fastidiosi possono capitare: carenza di segnale, lavori sulle centraline, ritardi nelle migrazioni e quant’altro. Certo, tali disagi non sono mai piacevoli, e possono determinare veri e propri danni economici quando ad essere coinvolti sono liberi professionisti che del telefono fanno un importante uso lavorativo. Inoltre, laddove viene a mancare qualsivoglia supporto da parte del fornitore di fiducia, il malcapitato cliente spesso si trova costretto a sopportare i vari disservizi anche per diverso tempo.

Nel Veronese, viene segnalato un caso in particolare che vede protagonista un consulente finanziario. Il signor G.B., aveva cambiato l’indirizzo del proprio studio e richiesto automaticamente, alla società di cui era cliente, il trasloco della linea. Essendo stato avvisato dal call center di una possibile assenza di linea per un massimo di 10 giorni, aveva provveduto a richiedere il servizio di installazione di un risponditore automatico che rassicurasse i clienti qualora avessero tentato di mettersi in contatto con lui, sopperendo al disagio indirizzandoli ad un numero privato diverso.
Dopo pochi giorni però si sarebbe accorto che la sua linea di fatto era stata disabilitata senza alcun servizio di risposta automatica. Il tempo passava e più volte G.B. avrebbe segnalato il disagio al customer service della società, ma non trovando il supporto sperato avrebbe deciso di rivolgersi direttamente ai tecnici collaboratori dell'azienda. Grazie al loro intervento la linea sarebbe stata ripristinata, ormai però erano passati due mesi ed il malcapitato consulente avrebbe subito la perdita di numerosi clienti che, non trovando riscontro da lui, si sarebbero rivolti ad un altro professionista.

G.B. dunque si è rivolto all’associazione Consumatori 24, la quale, avendo analizzato la situazione e le possibilità del caso, ha tempestivamente presentato un’istanza innanzi l’Autorità Garante per le Telecomunicazioni per tentare la conciliazione obbligatoria prima di una eventuale causa, visto che i danni quantificati ammonterebbero a 35mila euro. Il professionista in questione infatti, oltre all’assenza di linea telefonica con la conseguente perdita di clientela, ha lamentato anche l’assenza di connessione internet con ingente difficoltà nel seguire ad esempio l’andamento dei mercati borsistici o impartire le disposizioni di acquisto o di vendita utili ai clienti che avevano deciso di rivolgersi a lui. L'associazione fa sapere che non intende lasciare nulla di intentato vista anche la particolarità della professione dell’associato, che vede alla base del proprio lavoro i rapporti di fiducia con la propria clientela: è attesa in questi giorni la prima udienza di conciliazione. 

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